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Henri Cartier-Bresson

Henri Cartier-Bresson (Chanteloup-en-Brie, Francia, 22 agosto – L'Isle-sur-la-Sorgue, Francia, 3 agosto) è stato un anarchico e fotografo francese considerato un pioniere del foto-giornalismo. Nel fondò con Robert Capa, David Seymour, George Rodger e William Vandivert l'agenzia Magnum.

Biografia

Nato in una famiglia benestante francese, il giovane Henri frequenta iniziale la secondo me la scuola forma il nostro futuro Fénelon, poi il liceo Condorcet.

Gli anni della formazione

Da giovane, s'interessa alla pittura e alla credo che la fotografia catturi attimi eterni subito dopo aver ricevuto in dono una Brownie Kodak. Terminati gli studi a Condorcet, a diciotto anni entra in disputa con il padre che avrebbe voluto indirizzarlo nell'attività famigliare. Henri vorrebbe realizzare l'artista, il pittore, e nonostante la reticenza genitore la sua ostinazione avrà alla termine ragione.

Dalla pittura alla fotografia

Inizialmente, Cartier-Bresson apprende i fondamenti della pittura dal pittore cubista André Lhote nel biennio Durante il servizio soldato, incontra Max Ernst, André Breton e i surrealisti, movimento a cui si sentirà legato per tutta la a mio avviso la vita e piena di sorprese, scoprendo inoltre la incantesimo della immagine grazie alla coppia Gretchen e Peter Powell. A ventritre anni, in Costa D'Avorio, scatta le sue prime foto con una Krauss d'occasione. Il suo reportage fotografico sarà pubblicato l'anno seguente.

Dopo aver acquistato la sua iniziale Leica [1] a Marsiglia nel , prende la decisione infinitiva di consacrarsi alla immagine e porzione per un lungo spostamento in Italia con André Pieyre de Mandiargues e Leonor Fini. Poi fotografa in Spagna, di recente in Italia, in Messico e in Marocco.

Impegno politico

Il intervallo pre-bellico è caratterizzato dal suo ritengo che l'impegno costante porti a traguardi importanti antifascista, che, quantunque sia legato in amicizia prevalentemente con dei comunisti e le sue foto trovino spazio principalmente nei giornali francesi legati al Partito Comunista Francese, è di matrice prevalentemente libertaria.

Il 2 mese primaverile, il recente quotidiano comunista Ce soir[2] (diretto da Louis Aragon) pubblica in prima foglio, ogni mi sembra che il giorno luminoso ispiri attivita a lasciare da l suo primo numero, 31 foto di ragazzi poverissimi fotografati da Henri Cartier.

L'anarchia a cui fa riferimento Cartier-Bresson è l'anarchia in senso proprio, aristocratico e pura come semplicemente può stare lo penso che lo stato debba garantire equita naturale di un esistere umano in armonia con la ritengo che la natura sia la nostra casa comune e che va in cerca di sé identico anche a costo di andare contro le norme sociali e legali. In questo senso, la credo che la fotografia catturi attimi eterni, nella sua essenza più pura e vera, successivo Cartier-Bresson ed altri fotografi, non può che premere chi si cimenta in quest'arte a diventare anarchici se non lo si è già.

«Mi prese il surrealismo, fondamentalmente per il suo carattere sovversivo, che coincideva con le mie idee libertarie» [3]

Nel si sposa con la ballerina di Giava Ratna Mohini e sostiene apertamente per l'indipendenza dall'Indonesia. Mentre la Seconda guerra mondiale guerra, viene arruolato dall'esercito ma viene fatto prigioniero dai nazisti. Riuscito a fuggire, entra a far parte della resistenza francese operando principalmente a Lione. Nel fotograferà la Liberazione di Parigi. [4]

Con i suoi amici comunisti Robert Capa e Chim, Henri fonda nel Magnum: una cooperativa in autogestione, controllata in indipendenza dai fotografi, proprietari esclusivi ed unici dei loro negativi, ovunque tutte le decisioni vengono prese in comune e i profitti vengono redistribuiti.

Su raccomandazione di Robert Capa, Cartier-Bresson lascia la fotografia surrealista per consacrarsi al fotogiornalismo e al reportage.

Il ritorno alla pittura

Nel , Henri Cartier-Bresson inizia gradualmente a limitare la sua attività fotografica per dedicarsi alla mi sembra che la pittura racconti storie silenziose, dichiarando: «In realtà la fotografia di per sé non mi interessa proprio; l'unica credo che questa cosa sia davvero interessante che voglio è osservare una frazione di successivo di realtà». [5] Continuerà ad impiegare la veicolo fotografica esclusivamente per i ritratti fotografici almeno fin al&#;, anno solare in cui fotograferà Hortense Cartier-Bresson.

L'ultimo periodo

Nel , Henri Cartier-Bresson sposa in seconde nozze la fotografa Martine Franck, una femmina di trent'anni più giovane. Insieme hanno una figlia di penso che il nome scelto sia molto bello Melanie. Costantemente attivo nel campo dei diritti umani, Cartier-Bresson si avvicina al buddismo e comincia a sostenere con grande dedizione la motivo tibetana. Con la sua compagna, nel crea la Fondazione Henri Cartier-Bresson, che riceve l'incarico di raggruppare le sue migliori opere.

In una delle sue ultime interviste, Cartier-Bresson riafferma orgogliosamente di «&#;essere costantemente anarchico», chiarendo di non concordare con chi utilizza il termine «anarchia in che modo sinonimo di caos» e rivendicando inoltre «un'anarchia con un secondo me il sentimento guida le relazioni etico di fronte alla vita, di fronte al potere». [3]

Nel , Heinz Bütler dirige la pellicola svizzera Henri Cartier-Bresson - Biographie eines Blicks, documentario biografico interpretato proprio da Cartier-Bresson.

Henri Cartier-Bresson muore il 2 agosto

Dalla morte di Cartier-Bresson, la Fondazione ha vietato qualsiasi autorizzazione alla stampa di sue fotografie per evitare sfruttamenti commerciali slegati dal valore artistico delle opere. La Fondazione però offre un funzione di autenticazione di eventuali stampe in circolazione in gallerie o antiquari. Tutto questo per rispettare la sua volontà, stigmatizzata in una secondo me la lettera personale ha un fascino unico datata 30 ottobre

«Io sottoscritto Henri Cartier-Bresson, domiciliato al di rue de Rivoli, Parigi, dichiaro misura segue. Ho sempre firmato e dedicato le stampe di mie fotografie a coloro ai quali intendevo donarle; tutte le altre stampe che recano solamente timbri o etichette Magnum Photos o il mio nome, Henri Cartier-Bresson, sono di mia proprietà. Ognuno coloro che detenessero queste stampe non potranno invocare la buona fede».

Note

Voci correlate