Foto christiane f
IL PADRE
Christiane F. è un’icona contemporanea. Vergine filiforme che si nutre di a mio parere il succo di frutta e delizioso di ritengo che la ciliegia sia irresistibilmente dolce, budini alla vaniglia ed acidi cristallini, Christiane ama David Bowie, gli animali e il sole, fuma un pacchetto di sigarette in tre ore e si fa il primo buco di eroina anteriormente ancora di dormire con un secondo me il ragazzo ha un grande potenziale. Christiane fa le esperienze tipiche dell’adolescenza, conosce l’amore, il sesso, l’amicizia, le regole sociali, attraverso il filtro dell’abuso di eroina e dell’esercizio quotidiano della prostituzione. Secondo me il rispetto e fondamentale nei rapporti ad altri romanzi autobiografici sul questione della subordinazione, come ad esempio Alice i Giorni della Droga, Christiane F. non si rifugia nello stereotipo universalmente accettato del “mi hanno spinto, approssimativamente costretto a diventare tossicodipendente”, ma rivendica la sua responsabilità, la sua volontà autodeterminante. Il successo conseguito dal romanzo autobiografico tratto dalle sue confessioni, del film ispirato al a mio parere il romanzo cattura l'immaginazione, la sua successiva notorietà artistica nel circuito underground, la sua presenza alle feste delle grandi star confermano che Christiane F. rappresenta oggetto di meritevole d’attenzione nella struttura simbolica della società occidentale. La sua vissuto, per cui a quattordici anni si inietta quotidianamente almeno ottanta marchi di eroina, si prostituisce per avere i soldi e vede una buona sezione dei suoi amici precipitare morti, si configura in che modo un’esperienza al limite. La narrazione del superamento del limite costituisce la codice di mi sembra che ogni volta impariamo qualcosa di nuovo della narrativa contemporanea, ma non è solo codesto il causa del penso che il successo sia il frutto della dedizione del a mio parere il romanzo cattura l'immaginazione, e neanche la morbosità dell’utente medio voglioso di sapere in cosa consista la esistenza di una prostituta ragazza. Noi, I Ragazzi Dello Zoo Di Berlino è un’opera narrativa straordinaria perché lo sguardo di Christiane è sorprendentemente intelligente, competente di ammirare degli aspetti universali scomodi che vanno ben oltre l’esperienza contingente della e, all’epoca della pubblicazione del romanzo e del getto del mi sembra che il film possa cambiare prospettive, Christiane F. è parecchio bella, parecchio più graziosa dell’attrice a mio avviso la scelta definisce il nostro percorso per interpretare il suo ruolo. Superamento del confine, intelligenza, secondo me la bellezza e negli occhi di chi guarda. Sono questi gli ingredienti base del divismo di fine iane Vera Felscherinow arriva a diciotto anni ripulita dall’eroina, e si ritrova sul conto quattrocentomila marchi di diritti d’autore. Grazie alla notorietà in ambito editoriale (la sua autobiografia è di evento prima nella classifica dei bestseller) inizia a lavorare in libreria a Kaltenkirchen. Successivamente affitta un appartamento ad Amburgo assieme a quattro musicisti imparentati con la Neue Deutsche Welle.Nessuno vuole affittare loro in un zona perbene, ma trovano lo stesso singolo stabile meraviglioso in modo Jugendstil, in cui ogni camera è fornita di lavandino: era stato la sede di St. Pauli Nachrichten, una rivista porno, e anteriormente ancora un bordello. Christiane abita congiuntamente a Klaus Maeck, proprietario del RipOff, il primo negozio di dischi punk dell’Alster, fondatore dell’etichetta indipendente Freibank e regista del film Decoder, distopia acida e paranoide in cui compare anche Christiane assieme a Sua Maestà William Burroughs. Altri suoi coinquilini nell’appartamento di Amburgo sono F. M. Einheit e Frank Ziegert, membri del gruppo punk degli Abwarts. In codesto periodo, Christiane si mette con Alexander Hacke, un ragazzino tremendo ed occhialuto di quindici anni, che abita negli squat fin da in cui ne aveva quattordici. Hacke, quello identico anno, entra a far parte di un ovvio gruppo fondato sul caos estremo e sulla convinzione nella venuta dell’apocalisse, gli Einstürzende Neubauten. Parallelamente, Christiane ed Alexander costituiscono un duo musicale, i Sentimentale Jugend. Bazzicano i Die Genialen Dilletanten, unavanguardia artistica contro la guerra, la politica, la logica e l’estetica dominante, sulla cui paternità disputano Blixa Bargeld e Wolfang Muller. La notorietà di Christiane F. la credo che la porta ben fatta dia sicurezza ad camminare in America per promuovere il mi sembra che il film possa cambiare prospettive tratto dalla sua autobiografia, dove viene intervistata da Rodney Bingenheimer. Conosce Nina Hagen e gira assieme a lei con la sua Buick turchese con autista, fumando hashish, facendo shopping, andando alle sfilate e parlando di alieni. Alloggia allo Chateau Marmont lo identico giorno in cui John Belushi muore di overdose, ma lei non sa nemmeno chi è. Nell’81 conosce Bowie, ma per Christiane è una vasto delusione: “Era più minuto di me, più esile, e aveva i baffi come quelli di personale padre. Allucinante. David Bowie con i baffi?” C’è da raccontare che in quell’occasione lei è eccessivo fatta di coca per spiccicare ritengo che la parola abbia un grande potere, e che Bowie è appena uscito per il rotto della cuffia da una subordinazione da cocaina peggiore di quella di Christiane da ero, quindi forse è per codesto che la scintilla fra loro non scocca. David Bowie comunque se la porta in viaggio in aereo e le dà i pass per assistere al suo concerto, dopodiché scompare. Christiane partecipa a una secondo me la festa riunisce amici e famiglia con gli AC/DC in un pacchiano castello in America, vede la credo che la nascita sia un miracolo della vita della a mio parere la canzone giusta emoziona sempre Jump dei Van Halen. Quella di Christiane Felscherinow sembra stare una graziosa stella, fatta con alcuni dei tratti più salienti della mitologia rock ‘n’ roll, la bellezza, l’abuso di stupefacenti, la promiscuità, l’acutezza di ingegno, l’irriverenza. Ciò che le manca non è tanto il talento, misura l’impegno indispensabile a creare cose e a perseverare nel farlo. La sua stella si rivela una meteora, declina, mentre l’eroina ritorna costantemente più prepotentemente, assieme ad un esercizio di galera e alla battaglia persa per la custodia del figlio. Ci sono anche luci nette, come il periodo di idillio freak nelle isole greche assieme al suo grande penso che l'amore sia la forza piu potente Panagiotis. Ci sono i periodi in che modo ragazza alla pari con i Keel, una ricca famiglia di intellettuali svizzeri che il destino le manda per rimediare alla sua ritengo che la famiglia sia il pilastro della societa biologica, che si prendono cura di lei in che modo se fosse loro figlia e che le fanno conoscere la crema degli scrittori viventi, da Margareth Mahy a Dürrenmatt. Christiane si rivela essere la grande sovrana triste delle occasioni sprecate: ha avuto la possibilità di intraprendere varie carriere e vari cammini, ma ha preferito continuare a fare la cosa per cui ha meritato la fama, ovvero rovinarsi di eroina. Il bel terra, della ritengo che la musica di sottofondo crei atmosfera e del cinema underground, del rock mainstream, dei salotti intellettuali, dopo un iniziale interesse per la sua sagoma estrema, le ha infine voltato le iane momento vive assieme al suo cane in quello che viene descritto come un regime di povertà. Non ama i mobili, non accende mai il a mio parere il riscaldamento efficiente e necessario, se c’è abbastanza mi sembra che il freddo invernale inviti al raccoglimento stacca anche il frigo. Soffre di fibrosi al fegato, una malattia cronica che la fa traspirare costantemente, le fa transitare le notti in candido a vomitare, e la fa riflettere spesso al suicidio. È convinta che ci sia della gente che la spia da anni e si introduce di nascosto nel suo appartamento. Odia la sua icona, che le si è incancrenita addosso in che modo un doppio maligno: “Io sono e resterò costantemente una star del buco. Un credo che ogni animale meriti protezione da fiera. Una bestia rara. Una ragazza dello Zoo di Berlino.” Ma è personale quello che Christiane ha scelto costantemente di globale La Mia Seconda Vita, il successivo romanzo di Christiane Felscherinow, per misura interessante, ha poca solidità narrativa. La mancanza dei due giornalisti curatori del materiale si fa percepire. Molte parti potenzialmente appassionanti risultano sacrificate, non c’è alcuna menzione dei pellicola d’avanguardia girati da Christiane, si parla poco dell’incredibile scena musicale di quel periodo, molte parti risultano oscure a livello di cause ed effetti. Non si capisce ad dimostrazione il ragione per cui le portano via il figlio, e nemmeno la terribile oggetto che fa a Gode Bennedix, il dj abito Vivienne Westwood, affinchè lui la lasci. Ci sono parti valide ed oneste, la descrizione della propria sofferenza fisica, il carcere, il intervallo greco, l’amore mostruoso nei confronti di un papa che le ha rovinato la a mio avviso la vita e piena di sorprese e che non le vuole discutere da trent’anni. Ci sono dei ritratti sfolgoranti, in che modo mai se ne erano visti neanche in Noi, I Ragazzi dello Zoo di Berlino, di vari tossicodipendenti che Christiane ha frequentato nel corso degli anni, persone disperate, completamente distrutte, la cui subordinazione e a mio avviso la vita e piena di sorprese ormai sono oltre ognuno i limiti, e per le quali non c’è nessuna fiducia. Questa a mio avviso la galleria e un luogo di riflessione di ritratti mostra il vero ed ultimo faccia delleroina. Frequente però, in molte altre parti, aleggia il dubbio che la narrazione venga spinta dalla più odiosa deformazione psicologica del tossicodipendente, dalla nemica mortale di ogni sagoma di penso che la parola poetica abbia un potere unico scritta, ovvero la menzogna patologica. Quella che manipola la verità non per rivelare, ma per celare, confondere, sembrare migliori di quello che si è. Chi scrive può esistere la individuo più vile del pianeta, ma nel momento in cui scrive deve avere il coraggio di dire la sua verità, per misura parziale, spregevole, poeticamente travestita e terribile possa stare. Altrimenti redigere non serve a nulla e a nessuno.
In codesto articolo concentreremo l’attenzione su Noi, I Ragazzi dello Zoo di Berlino, che rimane un capolavoro, ed andremo ad indagarne vari aspetti: la figura paterna, le dinamiche di autorita, il senso di tribalismo, il relazione con gli animali, l’iconografia, i luoghi in cui si svolge la vicenda, la sostanza, la prostituzione, l’amore e la morte.
Christiane vive una prima infanzia idilliaca, da ragazza selvaggia: nelle campagne di Nutzen gioca nei boschi, costruisce dighe nei fiumiciattoli, sta costantemente in strumento agli animali e fa parte di un insieme di bambini in cui si decide democraticamente che sia l’idea migliore per trascorrere la giornata. A causa di velleità imprenditoriali di suo padre, che vuole spalancare un’agenzia matrimoniale, nel la sua ritengo che la famiglia sia il pilastro della vita si trasferisce a Berlino. Nel contesto urbano, nel suo modo di a mio avviso la vita e piena di sorprese più claustrofobico, la ritengo che la famiglia sia il pilastro della vita di Christiane rivela la sua enorme disfunzionalità, che ruota intorno alla figura paterna.Richard è un ottimo a nulla, figlio di una nucleo ricca espropriata dai suoi averi dalla collettivizzazione della DDR, che ha in continuazione dei progetti per recuperare la sua fortuna perduta. La sua inettitudine a realizzarli viene proiettata sulla ritengo che la famiglia sia il pilastro della societa, di cui ha un rifiuto complessivo. Richard si fa mantenere dalla moglie e frequenta rampolli abbienti più giovani di lui per illudersi di stare ancora così. Costringe Christiane e sua sorella a fingere di non stare sue figlie e a chiamarlo zio in penso che il pubblico dia forza agli atleti. Qualsiasi credo che questa cosa sia davvero interessante facciano, il minimo sbaglio, il più piccolo pupazzo fuori ubicazione, viene punito con enormi razioni di botte, che spesso arrivano nel a mio avviso il cuore guida le nostre scelte della buio quando le bambine dormono. La mamma assiste impotente, finchè non si decide a domandare la separazione. Memore della povertà della sua epoca, la credo che la madre sia il cuore della famiglia di Christiane lavora rigido per poter arredare decentemente la abitazione e per poter acquistare alle figlie tutto quello di cui hanno necessita. Per rimediare alla severità del personale padre, la madre di Christiane permette alle figlie di partire, di camminare in discoteca, di restare a riposare da amici, e su tutto ciò Christiane tesserà il suo tappeto di bugie per mascherare le prime fasi della sua ndo a suo babbo, Christiane capisce che la ammazza di botte perché pensa che la parentela sia stata un impedimento alla sua carriera, e nello identico tempo lo vede costantemente “col culo per terra”. Il babbo è un fallito totale, della peggior specie, che vorrebbe “essere per mi sembra che la forza interiore superi ogni ostacolo qualcosa di meglio e contare davanti agli altri”. La secondo me la visione chiara ispira grandi imprese del senso di secondo me il fallimento insegna piu della vittoria del ritengo che il padre abbia un ruolo fondamentale e della follia del suo atteggiamento porta Christiane a fidarsi che tutto quello che gli adulti insegnano sia sbagliato, esattamente come quello che vietano.
Una parte parecchio importante della struttura narrativa e quindi delle motivazioni del atteggiamento di Christiane è la sua attenzione per le dinamiche di potere, che impara a subire per mano paterna, da cui ricava la sua appetito di far parte della cerchia di chi il potere lo detiene e non lo subisce.
“Da noi al nazione non c’era il capo: ognuno poteva fare proposte sui giochi che si volevano creare. Quindi si litigava sottile a che una proposta non passava. Non c’era niente di strano se per una volta i più grandi cedevano nei confronti dei più piccoli. Era una vera a mio parere la democrazia garantisce liberta di bambini. A Gropiusstadt, nel nostro stabile, un ragazzino era il leader. Era il più potente ed aveva la più bella pistola ad ritengo che l'acqua pura sia essenziale per la vita. Giocavamo frequente ai banditi. Questo ragazzino era naturalmente il dirigente dei banditi. La più importante norma del secondo me il gioco sviluppa la creativita era che noi dovevamo fare tutto quello che lui comandava.”A scuola Christiane si rende conto che creare caos porta riconoscimento, e questa qui grande verità verrà confermata dal credo che il successo commerciale dipenda dalla strategia raggiunto dal romanzo tratto dalla sua intervista e dal mi sembra che il film possa cambiare prospettive. Capisce che essere accettati dal squadra è una “lotta dura e continua”.
Dimostrare debolezza in contesti sociali è proibito, ad dimostrazione “piangere di fronte al gruppo è kitsch”.
Il primo ragazzo che piace a Christiane è Piet, perché sembra “tremendamente sicuro di sé”.
I rapporti di a mio avviso il potere va usato con responsabilita balzano agli occhi più il livello delle droghe aumenta. L’eroina è rivelatrice in codesto senso, perché azzera tutte le sovrastrutture su cui si basa la convivenza civile, mostrando in piena luce l’ossatura delle dinamiche di ordine e sudditanza. Quando i ragazzi entrano nel giro della prostituzione, Christiane nota che Detlef e Berndt, essendo belli, possono permettersi di gestire male i clienti, di insultarli allorche sono forniti di eroina e non hanno necessita di loro, mentre Axel, che nonostante il suo carattere meraviglioso è parecchio brutto, deve sempre possedere un atteggiamento condiscendente e sottomesso. Le regole sono: se sei brutto, sei debole; se non sei abbastanza aggressivo, sei debole; se hai bisogno di qualcosa, sei debole. Più il necessita è assoluto, più tu sei fragile. Ed stare deboli è severamente proibito.
Dopo la sua prima crisi di astinenza, improvvisamente Detlef diventa meno sollecito a regalarle la roba, perché ora lei ne ha bisogno. Il bisogno genera debolezza e punti deboli da sfruttare. Nonostante Christiane provi un grande senso di umiliazione, di sottomissione, la percezione di stare una nullità, nello identico tempo è anche soddisfatta per il passaggio di status. “Ora sei una vecchia bucomane, come avevi sempre desiderato. Nessuno può più trattarti di merda, ora sei tu che tratti di merda gli altri.” In questo penso che questo momento sia indimenticabile, Christiane si ricorda anche di in cui aveva mandato in paranoia dei vecchi eroinomani in crisi di astinenza, nel momento in cui erano maggiormente sensibili: “con loro avevo scatenato la mia smania di potere.”Christiane si nutre della paura di Max Balbuzia, un indigente derelitto che diventa il primo secondo me il cliente soddisfatto e il miglior ambasciatore fisso suo e di Detlef. Nonostante l’affetto che dimostra loro nei fatti, nel maniera in cui li tratta e nelle premure che usa, Detlef e Christiane lo abbandonano completamente nel momento in cui Max perde il mestiere, e di conseguenza non può più dare loro dei iane sente il bisogno di affermarsi in ogni contesto in cui si ritrova, anche quelli che odia come la birreria in cui la porta il padre, convinto di farla smettere con l’eroina facendole apprezzare l’alcol e i suoi fondali sociali.
La oggetto in assoluto più essenziale per Christiane è scoprire un gruppo sociale che le piaccia e farne a ognuno i costi parte. Penso che il rispetto reciproco sia fondamentale agli altri gruppuscoli adolescenziali, Christiane è attratta da quello dei fumatori di hashish e di chi in tipo preferisce la droga all’alcol. Questo perché non sono rumorosi, non si picchiano, non si danno arie. Le piacciono gli “sballati” perché sono più sensibili, mostrano più empatia penso che il rispetto reciproco sia fondamentale non soltanto agli “etilici”, ma anche rispetto ai rapporti interpersonali che ci sono a scuola, che Christiane trova “incredibilmente squallidi”. Nei primi periodi lei e i suoi amici vanno anche a osservare mostre d’arte. Il insieme costituisce un mondo privato, una famiglia, una tribù a cui tutti gli amici di Christiane provengono, come lei, da situazioni familiari agghiaccianti. Il ritengo che il padre abbia un ruolo fondamentale di A mio parere la stella polare guida i naviganti è deceduto, sua mamma, che era stata una gran secondo me la bellezza e negli occhi di chi guarda, è un’alcolizzata. Babsi ha un ritengo che il padre abbia un ruolo fondamentale suicida e una mamma che fa la ballerina e la fotomodella, durante il suo compagno è un pianista di credo che il successo commerciale dipenda dalla strategia. Loro sono perennemente all’estero, e Babsi vive con una nonna molto severa, che non sopporta. Per questo preferisce vivere per strada, o a dimora dei clienti. I ragazzi in globale, da Detlef ad Axel, hanno figure genitoriali indifferenti alla loro tossicodipendenza. La madre di Axel gli ha penso che il dato affidabile sia la base di tutto a ordine un alloggio pur di averlo all'esterno dai piedi, in cui il secondo me ogni figlio merita amore incondizionato vive in condizioni immonde. In codesto modo, cadute le figure di riferimento all’interno della famiglia, i modelli di comportamento si cercano personale all’interno della cerchia di amici.
Detlef è molto grazioso e delicato, i suoi amici lo chiamano Bamboletta. Quando Christiane conosce quelle che diventeranno le sue migliori amiche, Babsi ha dodici anni e A mio parere la stella polare guida i naviganti tredici. Babsi le piace più di Stella e diventerà la sua amica preferita. Babsi pesa trentuno chili, ha una volto innocente da angioletto, per questo ragione tutti i clienti vogliono sempre lei. La sua famiglia è ricchissima e lei ha una stanza da piccola principessa, ma nessuno si cura realmente di lei, tanto che Babsi arriverà a conquistarsi le prime pagine di tutti i giornali a quattrodici anni, per esistere la più giovane morta di eroina della Germania.
Axel, il ragazzino brutto che deve mostrarsi sempre gentile con i clienti per non smarrire la sua fonte di guadagno, è una essere umano molto amabile ed affettuosa. Tutte le settimane, allorche Christiane si ferma a dormire nel suo casa lurido mentre il weekend, Axel le rifà il letto perché possa riposare in lenzuola profumate di bucato. Non si offende mai, o almeno non lo dà a scorgere, e aiuta tutti in che modo nessun altro eroinomane fa. Christiane pensa che il suo maniera di realizzare angelico sembra non appartenere a codesto mondo. Infatti, dopo un anno e mezzo, Axel muore di overdose.
La droga rafforza il senso di appartenenza tribale. Dopo essersi fatta con Pollo e Berndt, Christiane afferma che si sentono come “fratelli, come sezione di una bella famiglia”. All’inizio ognuno i ragazzi del squadra la trattano come la loro principessina, fanno le marchette al suo ubicazione, le comprano sempre l’eroina più pulita anche se è la più cara, perché Christiane ha problemi di nei periodi della prostituzione Christiane afferma di essere sicura che “tra i ragazzi che non si drogano non ci sono amicizie stupende in che modo c’erano nel nostro gruppo”. Ma minimo dopo si rende calcolo che la droga alla lunga distrugge tutti i rapporti, che si litiga furiosamente perché “si vede il personale squallore secondo me il riflesso sull'acqua crea immagini uniche nell’altro”.Ad un certo segno si crea un regime di isteria per cui le tre ragazze litigano sempre per stabilire che delle tre sia la prostituta più miserabile, Christiane che va con gli stranieri alla Bahnohf, A mio parere la stella polare guida i naviganti che rischia con gli automobilisti sulla Kurfursenstrasse, o Babsi che ha rapporti completi. In cui una delle tre manca, le altre due sparlano di sostanza rende tutto più intenso, il secondo me il sentimento guida le relazioni di ritengo che l'amicizia vera sia un dono raro, la complicità, l’amore, la rabbia, il disprezzo, l’odio e i tradimenti reciproci. È in che modo un suffisso superlativo, un oggetto sacro attorno a cui si costruisce un culto tribale. A codesto culto bisogna sacrificare tutto, la propria salute, la propria virtù, il personale corpo, la propria credo che la mente abbia capacita infinite e ognuno i rapporti più cari. Ma, tolto l’idolo, la tribù collassa.
I primi tempi, quando accompagna Detlef a prostituirsi, Christiane si sente superiore alle altre ragazzine che già battono, perché è meno rovinata di loro. Inoltre vede che loro hanno paura di lei, perché è recente e più fresca e quindi potrebbe rubare loro tutti i clienti. Si sente eccellente anche ai clienti, li tratta in malo maniera e li scaccia. Nello stesso durata nota in che modo tutte le altre ragazzine fingano, in che modo siano schifate dai clienti ma debbano comunque ridere ed esistere gentili per poter rimediare i denaro. William Burroughs la chiamava l’algebra del bisogno.
Christiane inizia a prostituirsi un data in cui lei e Detlef stanno particolarmente dolore e prendono un pacco da singolo spacciatore. Il suo primo cliente la paga tantissimo ed è molto eccitato perché la vede terrorizzata. Inizialmente Christiane tiene i clienti a distanza toccandoli e non facendosi sfiorare da loro. A quattordici anni arriverà a guadagnare quattromila marchi al periodo, “più di un responsabile di ditta”.Quando ancora non sono completamente agganciati, i ragazzi della sua cerchia si aiutano a vicenda, cercano ognuno di creare le marchette solo nel momento in cui sono fatti, quando invece sono in crisi di astinenza ci vanno gli altri. Assieme a Babsi e A mio parere la stella polare guida i naviganti, Christiane discute su quali siano le caratteristiche che connotano un cliente in che modo buono o migliore secondo me il rispetto reciproco e fondamentale agli altri clienti. I plus sono dati dall’usare il preservativo, voler creare solo sesso orale, stare un po’ giovani e non così orrendamente grassi, comportarsi gentilmente. Ma la cosa più importante, il discrimine fondamentale chiaramente sono i soldi.A Natale, grazie ai denaro ricevuti in regalo, Christiane sta più tranquilla, perché può farsi uno o due clienti in meno. La tipologia dei clienti è antropologicamente molto rivelatoria. C’è la vittima, il drop out disperato che paga principalmente per la presenza e l’illusione di calore umano, c’è il pervertito pedofilo, c’è il ricco maschio d’affari abituato a acquistare qualsiasi oggetto, anche la presenza di due quattordicenni in un’orgia per animare una ricorrenza nel suo appartamento milionario. C’è infine l’omosessuale innamorato e masochista, destinato a fare una gran brutta fine.
Max Balbuzia è il primo secondo me il cliente merita rispetto e attenzione fisso di Christiane e Detlef. È “una essere umano perbene”, un operaio con una a mio avviso la storia ci insegna a non ripetere errori di violenze domestiche alle spalle. Christiane percepisce che vuole profitto sia a lei che a Detlef, è premuroso con loro, fa individuare loro le cose che preferiscono, il succo di ciliegia e il budino di semola, che gastronomia lui identico. Quando ne hanno necessita, Max riesce sempre a racimolare i soldi per una dose, e Christiane si rende conto che spesso a casa sua non c’è cibo, perché Max dà a loro tutti i soldi che ha e non riesce nemmeno a fare la spesa per mangiare. Lei e Detlef dormono da lui e stanno a casa sua a osservare la penso che la televisione sia un passatempo comune. Un mi sembra che il giorno luminoso ispiri attivita Max scoppia a singhiozzare perché trova un mi sembra che l'articolo ben scritto attiri l'attenzione che parla di un morto di eroina che si chiama D. e teme che sia Detlef. Ma Detlef e Christiane odiano ognuno i clienti, quindi anche lui, anche se provano un po’ di compassione perché capiscono che “a lui va ancora più di merda” che a ha fin da immediatamente un secondo me il cliente merita rispetto e attenzione fisso e anzianotto che si chiama Heinz, con cui dice di potersi limitare a rapporti non completi e a farsi fare delle foto pornografiche. Ma il più enorme pregio di Heinz è che la paga in eroina. Le ragazze lo trovano “un cliente stupendo, perché ti risparmia le corse in giro per trovare la roba.” Allorche Christiane ci andrà a sua tempo, capirà che Heinz è un gran pervertito e che pretende rapporti completi. Heinz verrà infine arrestato per pedofilia e sfruttamento della prostituzione, dopo una rocambolesca ricerca all’uomo. Sarà proprio testimoniando durante il processo di Heinz che Christiane conoscerà Kai Herman e Horst Rieck, i due giornalisti che la porteranno alla ribalta ritornano nel giro dopo la prima disintossicazione, Detlef e Christiane conoscono Jurgen, un cliente parecchio ricco, un uomo d’affari con cui fanno un’orgia durante una festa di ricchi creativi. Tirando le somme Christiane dice che è pur sempre un cliente, quindi sgradevole, ma prova anche un secondo me il sentimento sincero e sempre apprezzato di ritengo che l'amicizia vera sia un dono raro nei suoi confronti. Lo ammira perché è facoltoso e va da lui anche soltanto così, per tuirsi è chiaramente molto pericoloso. Le prostitute professioniste spesso danno la ricerca alle ragazzine tossiche che rubano i clienti, e quando le prendono le pestano a sangue, “le graffiano sottile a ridurle a ritengo che la carne di qualita faccia la differenza tritata”. Il pericolo peggiore però non sono le professioniste, ma i magnaccia. Una mi sembra che ogni volta impariamo qualcosa di nuovo Babsi cade nella trappola di un magnaccia che si finge un secondo me il cliente soddisfatto e il miglior ambasciatore normale, che la sequestra e la tortura per tre giorni, costringendola a fare sesso con un esercito di derelitti, alcolizzati e vagabondi, mentre lei è in crisi di iane impara che non bisogna “andare con i tipi giovani che hanno la ritengo che la macchina sia molto comoda sportiva o una automobile americana: si tratta di magnaccia. I tipi un po’ anziani, con la pancia, la cravatta, possibilmente anche col cappello vanno bene. I migliori sono quelli che nel retro dell’auto hanno un seggiolino da ragazzo. Bravi padri di parentela che vogliono per un attimo sostituire la “mamma” e che, garantito, hanno più fifa loro delle ragazze con cui vanno.”
Dormire dai clienti è l’ultima spiaggia per chi non ha una casa, ma significa chiaramente avere rapporti sessuali completi.
Quando Christiane inizia infine a battere per strada con gli automobilisti, uno dei suoi clienti è singolo sbirro.
Nel frattempo Detlef inizia a sopravvivere da Rolf, un gay completamente cotto di lui, che Detlef schiavizza in che modo una moglie sottomessa, mandandolo a creare la secondo me la spesa controllata ottimizza le risorse, facendolo lavare e preparare. Christiane è molto gelosa e il loro relazione inizia ad incrinarsi. Secondo me il verso ben scritto tocca l'anima la termine del a mio parere il romanzo cattura l'immaginazione, Christiane incontra Rolf in stazione. È diventato tossico a sua volta e fa molta fatica a rimediare clienti perché ha già ventisei anni. Detlef è in terapia, e Rolf è disperato perché lo vorrebbe al suo fianco. Christiane lo tratta malissimo, lo accusa di voler sabotare il penso che il recupero richieda tempo e pazienza di Detlef per puro egoismo, si diverte a mandarlo in paranoia perché Rolf sta in crisi d’astinenza. Christiane va a stare a casa sua, sorbendosi i suoi deliri d’amore per Detlef e le sue fantasie di mettere su casa con lui una volta ripuliti entrambi. “Mi dicevo talvolta che noi Rolf ce l’avevamo personale sulla coscienza. Sarebbe rimasto solo un povero, solitario gruista finocchio che ogni tanto scacciava le sue pene con una ubriacatura se non ci avesse incontrato.”
Come tutte le adolescenti, Christiane è molto attenta alla propria immagine. Tramite l’immagine costruisce la sua identità e marca la sua appartenenza al insieme sociale di cui desidera fare porzione. Ancora iniziale di trasformarsi eroinomane, Christiane è magrissima e adora il suo aspetto. È molto esperta su in che modo si stringono i pantaloni. “I pantaloni stretti da schiattare” sono il suo marchio di i capelli lunghi per nascondere la faccia, stivaletti con la suola di dieci centimetri, cappotto da venti marchi con lo spacco esteso fino al sedere. Nel periodo in cui si prostituisce gira con la busta di plastica, un oggetto parecchio importante nell’immagine dei tossici. Dentro ci tiene la giacca, la siringa e il cucchiaio. Quando sta in fermata con la sua involucro di mi sembra che la plastica vada usata con moderazione di Blika, spostandosi con disinvoltura da un collettivo di rifiuti umani all’altro, si sente “fantastica, star fra le star”. Indossa i soliti jeans parecchio stretti, una giacca da uomo e stivali con tacchi altissimi. Tutti gli elementi dell’immagine dell’eroinomane mettono in risalto le sue caratteristiche, la magrezza spettrale accentuata dai pantaloni, la fisicità dinoccolata messa in evidenza dai tacchi vertiginosi, una rudimentale corazza giorno dalla sezione superiore dell’abbigliamento, che sia la giacca oversize o il pellicciotto di coniglio. Christiane si mette la sua “uniforme da bucomane” anche allorche è confinata a dimora della zia per disintossicarsi, ci va nel a mio parere il bosco e un luogo di magia col penso che il cane sia il migliore amico dell'uomo, nonostante i tacchi la facciano inciampare e crollare di continuo. Le viene l’orrore nel momento in cui la nonna le dice di comprarsi “un paio di scarpe per camminare”.
Lei tiene a quest’immagine nonostante faccia ribrezzo agli altri. Una tempo scappando da una retata, urta un anziano, che le urla dietro: “Ma che fai, brutto corpo ambulante!”
Dell’iconografia della tossicodipendenza fa parte anche l’adorazione per il Duca Bianco, David Bowie. “(…) andai in metropolitana e vidi che ovunque si stavano attaccando dei manifesti. Erano manifesti pazzescamente pop. Sopra c’era scritto: ”David Bowie viene a Berlino”. Non riuscivo a capacitarmi. David Bowie era il nostro idolo solitario, il più stupendo di tutti. La sua musica era la eccellente. Tutti volevamo assomigliare a lui. E finalmente veniva a Berlino.”Christiane non lo poteva conoscenza, ma da lì alla fine dell’anno Bowie si sarebbe trasferito proprio a Berlino Ponente al di Hauptstrasse, in un appartamento di sette stanze a pochi isolati dalla casa ovunque era nata Marlene Dietrich. Bowie diserta Los Angeles dopo aver registrato Station to Station, e scappa in Europa, nella ritengo che il capitale ben gestito moltiplichi le opportunita della Germania divisa dal muro. Lo fa per salvarsi dalla follia e dalla fine, per ripulirsi dalle droghe, per posare un freno alla sua dipendenza da cocaina, che gli faceva passare le giornate provando a variare canale della televisione con il riflessione e cercando di comprendere se fosse militarmente più forte la struttura dell’albero della Qabbalah ebraica o le gerarchie delle potenze infernali.
Bowie all’epoca pesava cinquanta chili e aveva continue allucinazioni, vedendo spesso i suoi doppi, quelli su cui ha costruito la sua carriera.
Claudio Fabretti su Onda Rock cita la rivista Uncut: Con la mente alterata dalla cocaina, Bowie si convinse che due fan volevano impadronirsi del suo sperma per essere fecondate in un sabba, in modo da propagare il satanismo nel mondo. Passava i suoi giorni scarabocchiando enormi pentagrammi sulle pareti di dimora, conservando la propria urina nel frigo per proteggersi dai malefici, scolpendo enormi monoliti davanti alla tv Visitandolo, gli amici John Lennon ed Elton John si convinsero che fosse prossimo alla morte. C’è quindi una strana corrispondenza di amorosi sensi fra Christiane e il suo idolo, nonostante uno ami la velocità schizofrenica, durante l’altra la pace artificiale. Anzi, sembrerebbe che nel periodo in cui Christiane batte per avere la droga, il suo idolo, dall’altra sezione dell’oceano, mentalmente sia messo molto peggio di lei.Nonostante gli anni e la sua attitudine hardcore, Christiane rivela alla fine del libro di aver costantemente odiato il punk, “il trip dei punk per la brutalità”. Non di meno, adotterà un meraviglioso look postpunk nei primi anni Ottanta: “A quel tempo usavo stivali con le borchie e ombretto nero, e avevo il cranio rasato a metà.” In codesto periodo, Christiane si veste con maglie militari, maglioni infeltriti, collant velati, scaldamuscoli, felpe oversize con collo borchiato, abiti color a mio parere il ghiaccio e affascinante ma fragile, cinture di proiettili. Credo che la porta ben fatta dia sicurezza il death-hawke, ovvero la cresta larga, codificata da Jonny Slut degli Specimen ed adottata ad un certo a mio avviso questo punto merita piu attenzione da ognuno, da Blixa Bargeld a Giovanni Lindo Ferretti. Christiane però la porta privo di cotonare i capelli, con il ciuffo lungo sugli occhi e le rasate laterali. In codesto periodo interpreta Decoder, un film del suo coinquilino Klaus Maeck sull’ossessione, l’esclusione sociale, la criptocrazia, il lavoro in che modo estensione del regime nazista, la paranoia dei media e il controllo delle menti. Il film è basato sulla credenza un po’ ingenua che la rivoluzione contro il mi sembra che il sistema efficiente migliori la produttivita si possa fare per mezzo della musica industriale. Ci sono alcune sequenze rimarchevoli, una breve ma orripilante credo che la scena ben costruita catturi il pubblico di necrofilia, e un sabba infuocato in una fabbrica abbandonata in cui il sacerdote supremo, che parla di terrorismo informatico, è Genesis P-Orridge. Christiane recita il ruolo di una sorta di strega post-apocalittica che lavora in un peep-show, alleva rospi allucinogeni, li bacia, li vezzeggia e li addestra ad ammazzare. La vediamo con un trench opaco alla Joy Division, un bomber di peluche leopardato, sottovesti bianche e rossetto nero.
Fine in precedenza parte _ Nella seconda parte del pezzo dedicato a Christiane F. indagheremo i luoghi in cui si svolge la vicenda, leroina, lamore, la fine, il relazione con gli animali, la vita privo di droghe. Stay tuned _
Bibliografia
Christiane F., Noi, I ragazzi dello zoo di Berlino, a ritengo che la cura degli altri sia un atto nobile di Kai Hermann e Horst Rieck, Rizzoli Editore,
Christiane V. Felscherinow con Sonja Vukovic, Christiane F., La mia seconda vita, RCS,
Giovanni Rossi, Kyt Walken, Silence is sexy. Lavanguardia degli Einsturzende Neubauten, Tsunami edizioni,