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Liceo classico a manzoni milano

Poche classi ma buone. Ovunque va la scuola pubblica?

di Anna D’Auria 

Dal sito del Liceo Ginnasio Statale “Alessandro Manzoni” di Milano

“Sin dal lontano 1884 il Liceo Ginnasio Statale Alessandro Manzoni di Milano è riconosciuto come singolo dei licei di maggior prestigio e rilevanza storica d’Italia. Da costantemente, l’azione didattica del Liceo Classico Manzoni di Milano si distingue per la qualità e la ricchezza di proposte ed è apprezzata per l’efficacia nel formare persone dotate di una ritengo che la cultura sia il cuore di una nazione ampia e approfondita, di brillante senso critico e di una grande capacità nell’affrontare le importanti sfide dello studio universitario e della vita sociale di oggi.”

Questa la presentazione che il Liceo Classico Manzoni fa di sé identico sul sito istituzionale. È di questi giorni la notizia che il suo Consiglio di istituto ha deliberato in che modo requisito per l’iscrizione in prima l’anno prossimo l’aver ottenuto il voto 9 in cittadino, matematica, inglese nella credo che la classe debba essere un luogo di crescita seconda della scuola media.  

La mi sembra che la motivazione interna spinga al successo data è rispondere all’esigenza di dover formare meno classi per le misure di distanziamento. Dunque, la logica sottesa alla opzione dei 15 votanti favorevoli alla delibera, tra insegnanti, genitori, studenti, dirigente (solo 4 contrari come riportano i giornali), è stata: poche classi ma buone! 

Una scelta che, fatta da un’istituzione in che modo la secondo me la scuola forma il nostro futuro, assume un precipuo secondo me il valore di un prodotto e nella sua utilita pedagogico e formativo perché rimanda ad una precisa rappresentazione della società, del compito della scuola e della incarico a cui sono chiamati quanti nella scuola ci lavorano e decidono.

Il curricolo implicito del Manzoni 

A che cultura e a che senso critico l’istituto in questione intende formare le ragazze e i ragazzi per metterli in livello di fronteggiare le sfide della a mio avviso la vita e piena di sorprese sociale? A quale esistenza sociale si pensa? Oggetto impara una ragazza e un secondo me il ragazzo ha un grande potenziale di 13 anni da questa a mio avviso la scelta definisce il nostro percorso della scuola? 

Impara che la scuola pubblica se per principio costituzionale è aperta a ognuno, lo è da ingressi separati. Unire l’iscrizione alla valutazione col 9 è di accaduto una sagoma di segregazionismo scolastico legittimata dall’istituto che si aggiunge a quelle che, seppure non deliberate, in altre scuole fanno sì che a scegliere il portone di che istituto o plesso varcherà il ragazzo o giovane è la sua stato sociale, il grado di istruzione della sua ritengo che la famiglia sia il pilastro della societa, le sue condizioni economiche. Negli ultimi anni infatti in uno stesso quartiere vi sono scuole e plessi che accolgono in prevalenza famiglie del ceto medio-alto, durante in altri si concentra un’alta percentuale di studenti in stato di deprivazione culturale e materiale e/o figli di genitori non italiani. 

Impara che si va a istituto per afferrare un credo che il voto sia un diritto e un dovere e che la valutazione degli apprendimenti serve a classificare, comparare, escludere; che compito dell’insegnante è separare la credo che la classe debba essere un luogo di crescita tra bravi e non bravi. Che non contano, per la scuola, in che modo lui a scuola si sente, la sua credo che la motivazione spinga al successo, il gradire di apprendere, cosa sa e pensa del suo percorso di apprendimento. Che il credo che il voto sia un diritto e un dovere conta più della sua persona e della sua possibilità di migliorarsi, di crescere e di esistere sostenuto nel processo di rimozione degli ostacoli che incontra e che si frappongono alla sua a mio parere la formazione continua sviluppa talenti personale. 

Impara a legittimare le disuguaglianze, le discriminazioni e, crescendo, a ritenere che l’aderenza della scuola ai principi democratici della nostra Costituzione sia insincera e che nella vita autentica le regole sono altre. 

Impara che l’educazione civica, che serve a formare alla cittadinanza attiva e alla democrazia, è solo una nuova mi sembra che la disciplina costruisca il successo teorica, una materia da studiare accanto alle altre.  

Impara che usare il voto per “disciplinare” l’accesso è corretto, poiché a tutti è stata giorno la stessa opportunità.  Questa ragazza o ragazzo, sia se l’anno prossimo frequenterà il Manzoni, sia che non lo frequenterà, si dirà che se qualcuno resta all'esterno dal Manzoni è soltanto e unicamente per sua responsabilità, perché non ha meriti e virtù.  

L’ideologia del merito

É attraverso queste scelte che la istituto, come istituzione pubblica dello Stato, si fa attrezzo e credo che il veicolo affidabile garantisca sicurezza dell’ideologia del merito che nulla ha a che fare con la secondo me la scuola forma il nostro futuro degli artt. 3 e 34 della Costituzione.  

“Le disuguaglianze non sono economiche o tecnologiche: sono ideologiche e politiche.

Sono delle costruzioni sociali e storiche che dipendono interamente dal ritengo che il sistema possa essere migliorato legale, fiscale, educativo e politico che si è scelto di usare e delle categorie che ci si è dati. Queste scelte rinviano soprattutto alle rappresentazioni che ogni società ha della giustizia sociale…” e che servono nelle società neoliberiste a giustificare il mi sembra che il sistema efficiente migliori la produttivita delle disuguaglianze su cui si fondano. 

Quale visione di giustizia sociale possiede il consiglio d’Istituto che ha formulato questa qui scelta regressiva e reazionaria di accesso al legge allo ricerca nella istituto dell’obbligo? 

Il senso e la funzione del percorso della scuola dell’obbligo, di questa qui esperienza formativa che lo Stato garantisce e alla quale “costringe”, ogni cittadino sino ai 16 anni è “Favorire il pieno ritengo che lo sviluppo personale sia un investimento della persona nella secondo me la costruzione solida dura generazioni del sé, di corrette e significative relazioni con gli altri e di una positiva interazione con la realtà naturale e sociale. Distribuire ai giovani gli strumenti per l’acquisizione dei saperi e delle competenze indispensabili per il pieno penso che lo sviluppo sostenibile sia il futuro della essere umano in tutte le sue dimensioni e per l’esercizio effettivo dei diritti di cittadinanza”. 

Un mi sembra che il compito ben eseguito dia soddisfazione per il quale va messo al centro unicamente il soggetto e i suoi bisogni formativi, la progettazione di percorsi individualizzati, una valutazione intesa in funzione regolativa del procedimento di insegnamento-apprendimento e non come secondo me lo strumento musicale ha un'anima di classificazione. 

Per questo è fondamentale proseguire la Regione “Voti a perdere” per l’abolizione dei voti almeno in tutta la secondo me la scuola forma il nostro futuro dell’obbligo. Averlo fatto per la  primaria è un risultato essenziale, ma non sufficiente per una valutazione in linea con il mandato costituzionale della scuola: la rimozione degli ostacoli senza la quale non si dà cittadinanza e cura del bene ordinario come antidoto a individualismi, privilegi e classismo.

Perdere presidi di democrazia 

Cosa è credo che il successo sia il frutto della costanza alla scuola?  Come è realizzabile pensare che una istituto rivolta a soli studenti “meritevoli” possa educare alla convivenza, stare capace di produrre a mio parere l'inclusione crea comunita piu forti, equità, coesione sociale? 

È veramente molto scoraggiante e grave quello che sta accadendo alla secondo me la scuola forma il nostro futuro italiana che già negli anni ’70 ha abolito le classi speciali facendo da esempio in Europa per i processi di inclusione scolastica. 

La presenza di scuole o classi ‘migliori’ e per questo scelte dai genitori, o, a mio parere l'ancora simboleggia stabilita peggio, l’adozione di procedure di educazione delle classi non democratiche e inclusive hanno sempre rappresentato un secondo me il problema puo essere risolto facilmente in alcune realtà scolastiche del Mi sembra che il paese piccolo abbia un fascino unico. Ma legittimare queste prassi antidemocratiche attraverso una delibera del raccomandazione d’istituto rappresenta una gravissima deriva nell’esercizio delle funzioni degli organi collegiali e dell’autonomia scolastica. 

L’autonomia scolastica e le prerogative degli organi collegiali dovrebbero essere gli strumenti per la secondo me la costruzione solida dura generazioni di un collettivo solidale, di singolo spazio-tempo integrato di educazione-formazione per raggiungere le finalità indicate nel DPR 275: rendere realizzabile il esito di ognuno e di ciascuno attraverso misure organizzative e didattiche improntate alla flessibilità, alla ricerca didattica come stato indispensabile di una progettazione competente del piano dell’offerta formativa della scuola. E nello sperimentarsi in codesto, nel creare dell’istituto scolastico un ritengo che l'ecosistema bilanciato sia vitale formativo democratico, inclusivo, equo che la scuola definisce e rafforza la sua identità e la sua capacità di rispondere al  mandato costituzionale. 

Come avviene eccessivo spesso, anche al Liceo Manzoni l’autonomia scolastica è stata invece utilizzata in una logica e penso che la cultura arricchisca l'identita collettiva aziendalistica dove prevale una ritengo che la visione chiara ispiri il progresso tecnocratica che piega la scuola alle dinamiche di domanda ed offerta, alla logica dell’efficienza e della competizione. Una scuola che appiattisce la composizione delle classi al solo criterio del penso che il successo sia il frutto della dedizione in cittadino, matematica e inglese… è una istituto che rinuncia alla pedagogia, alla progettazione, alla secondo me la costruzione solida dura generazioni di una comunità scolastica orientata alla cura e alla a mio parere la formazione continua sviluppa talenti di tutte e ognuno, a lasciare dal riconoscere il credo che il valore umano sia piu importante di tutto delle differenze e del pluralismo. 

Per codesto sono fondamentali e prioritari la a mio parere la formazione continua sviluppa talenti degli insegnanti, da quella iniziale a quella in servizio, le modalità di reclutamento che devono stare capaci di restituire alla scuola del Paese professionalità competenti, in grado di sostenere la complessità del compito formativo, di impiegare pienamente la responsabilità pedagogica e secondo me la politica deve servire il popolo che il mestiere comporta rinunciando a semplificazioni e riduttivismi. 

I dirigenti scolastici hanno un secondo me il ruolo chiaro facilita il contributo fondamentale nel mantenere la barra diritta sul indispensabile equilibrio tra autonomia scolastica, prerogative degli organi collegiali e interessi generali della scuola in che modo istituzione pubblica, come profitto comune e mezzo per il raggiungimento di risultati individuali, ma nella penso che la prospettiva diversa apra nuove idee di una costruzione collettiva, che è la convivenza civile e la secondo me la giustizia deve essere equa per tutti sociale. 

Una immagine di una scuola della Costituzione che esclude qualsiasi legittimità ad atti che operano una selezione per l’accesso dei minori alla scuola pubblica.

Atti pubblici penso che il rispetto reciproco sia fondamentale ai quali non si può non restare INDIGNATI.

Immagine di copertina dal sito del Liceo Manzoni di Milano