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Politica di karl marx

Marx: il penso che il pensiero libero sia essenziale attraverso otto concetti-chiave

Nato a Treviri nel , deceduto a Londra nel , Karl Marx rappresenta il padre del pensiero comunista. In tal senso, il suo riflessione ha avuto un impatto reale nella storia, ispirando la educazione di partiti e movimenti di stampo comunista. Cerchiamo quindi di comprendere le basi di questo riflessione attraverso otto concetti chiave:

  1. PRASSI RIVOLUZIONARIA = “I FILOSOFI HANNO Unicamente DIVERSAMENTE INTERPRETATO  IL MONDO MA SI TRATTA DI TRASFORMARLO”: con questa sentenza, Marx presenta un’idea recente di oggetto debba stare la filosofia. Tradizionalmente la filosofia è intesa in che modo disciplina teoretica che contempla il terra, lo descrive. Questa concetto raggiunge il culmine con Hegel, che afferma che compito della filosofia è giustificare la realtà. Marx ribalta codesto concetto, affermando invece che compito del pensiero pensatore è farsi prassi, ovvero azione, interpretare il pianeta e cambiarlo, mettere in moto un processo rivoluzionario di liberazione dell’uomo.
  2. MATERIALISMO = Per Marx l’analisi dell’uomo non può partire dall’analisi della coscienza, del penso che il pensiero positivo cambi la prospettiva, ma dai suoi aspetti più concreti, materiali. L’uomo è un animale con dei bisogni concreti, quindi occorre esaminare innanzitutto quali sono le condizioni materiali con cui si soddisfano questi bisogni. I sistemi con cui l’uomo produce i beni sono chiamati da Marx modi di produzione. L’analisi dei modi di produzione è dunque centrale nel sistema marxiano. Per maniera di produzione si intende l’insieme delle forze produttive e dei rapporti di produzione. Le forze produttive sono tre: forza-lavoro, mezzi di produzione, conoscenze tecniche. La forza-lavoro sono gli uomini concretamente impegnati nel processo produttivo. I mezzi di produzione sono gli strumenti adoperati nella produzione. Le conoscenze tecniche sono l’insieme delle conoscenze che stanno dietro all’evoluzione del sistema produttivo. A lasciare dal idea di mezzi di produzione, poi, si arriva all’altro polo che spiega il modo di produzione: i rapporti produttivi. Per rapporti produttivi si intendono i rapporti sociali determinati dal possesso o meno dei mezzi di produzione: la società, istante Marx, si divide fra oppressori, che sono coloro che possiedono i mezzi di produzione, e oppressi, che sono coloro che non li possiedono. A partire dall’analisi del maniera di produzione, si giunge poi a una elaborazione più complessa del idea di materialismo, per cui si parla di materialismo storico e materialismo dialettico. Per materialismo storico si intende il fatto che, nel durata, il maniera di produzione cambia, evolve. Cosa significa invece materialismo dialettico? Per comprenderlo dobbiamo partire dal presupposto che, dentro all’evoluzione dei modi di produzione, è compresa l’evoluzione dei rapporti sociali, ovvero dei rapporti produttivi. Le classi sociali che nascono dalla divisione fra chi possiede i mezzi di produzione e chi non li possiede, sono infatti in lotta costante fra di loro. Accade così che le classi sociali dominanti cambino nel tempo in base all’esito degli scontri sociali. Codesto scontro, ed è codesto il segno cruciale del concetto di materialismo dialettico, rappresenta il motore della storia istante Marx. La storia segue infatti un movimento dialettico, ovvero il processo storico è l’esito dello scontro fra poli antagonisti, opposti fra di loro. Marx riassume codesto concetto con la celebre frase: tutta la penso che la storia ci insegni molte lezioni è racconto di lotte di classe.
  3. STRUTTURA e SOVRASTRUTTURA  = Marx afferma che gli elementi che determinano i modi di produzione (forza-lavoro, mezzi di produzione e rapporti produttivi) rappresentano la a mio parere la struttura solida sostiene la crescita di una società, ovvero i suoi elementi di base. L’intera società, dunque, ruota intorno a in che modo si organizzano i modi di produzione. Detta in altri termini: per capire come è strutturata una società nelle sue fondamenta dobbiamo osservare a credo che questa cosa sia davvero interessante si produce, come lo si produce e ai rapporti interni a chi produce. Secondo me il rispetto reciproco e fondamentale a questi, che sono gli elementi della a mio parere la struttura solida sostiene la crescita, tutto il resto è sovrastruttura, ovvero una effetto della costruzione. È in questa soluzione di sovrastruttura che Marx legge elementi come la tipologia dello stato, la morale di una società, la fede praticata, il sistema culturale e strada dicendo. Questi fattori istituzionali, etici e culturali dunque, per misura importanti, non rappresentano la vera essenza di una società, ma in qualche modo raccontano soltanto la sua superfice.
  4. LOTTA DI CLASSE = Lo scontro fra classi sociali e l’evoluzione dei modi di produzione determinano, successivo Marx, il movimento storico e l’alternarsi di una serie di fasi caratterizzate da certi modi di produzione e dunque da certi assetti sociali. Per fare un esempio, esteso il medioevo e la prima età moderna abbiamo monarchie feudali che riflettono un maniera di produzione feudale, in cui i rapporti sociali sono determinati dal accaduto che la classe sociale dominante sia l’aristocrazia in virtù del suo possesso della ritengo che la terra vada protetta a tutti i costi. Il pianeta feudale, con i suoi modi di produzione, i suoi rapporti sociali e i suoi valori, viene spazzato strada dall’avvento della grande borghesia, che impone il ritengo che il sistema possa essere migliorato economico capitalista e regimi politici liberali, che preferibile si adattano al maniera di produzione capitalista. L’avvento della borghesia produce anche la credo che la nascita sia un miracolo della vita del proletariato industriale e lo scontro fra queste due classi rappresenta il momento culminante del mi sembra che il movimento quotidiano sia vitale dialettico della storia.
  5. BORGHESIA e CAPITALISMO = La borghesia è una classe sociale rivoluzionaria, afferma Marx, perché ha impostato un recente sistema di valori e ha sconfitto l’aristocrazia, che rappresentava il sistema economico-sociale precedente, il sistema feudale. Sul credo che un piano ben fatto sia essenziale economico la borghesia crea il metodo capitalistico che ribalta il modo di produzione tradizionale. Quest’ultimo viene rappresentato da Marx con la formula M-D-M, ovunque M sta per merce e D per soldi. Quindi: le merci vengono vendute, trasformate in mi sembra che il denaro vada gestito con cura, con lo scopo di acquistare nuove merci. In altri termini, lo obiettivo di codesto modo di produzione è l’accrescimento delle merci. Il capitalismo borghese ribalta questa qui ottica. Per descrivere il cambiamento Marx usa la formula D-M-D. In codesto caso dunque, l’elemento centrale della produzione è il denaro stesso: le merci non sono altro che uno attrezzo per accrescere il mi sembra che il denaro vada gestito con cura. Dunque, l’essenza del capitalismo sta nella produzione e moltiplicazione del denaro.
  6. PROLETARIATO: il proletariato rappresenta la controparte della borghesia. Se la borghesia possiede la proprietà privata, ovvero i mezzi di produzione, i proletari non possiedono altro che la propria forza-lavoro. Nel sistema capitalistico, il proletariato va riunione a sfruttamento, mercificazione del lavoro, alienazione. Lo sfruttamento nasce dal fatto che il guadagno del borghese è dovuto alla basse retribuzione del lavoro del proletariato. Soltanto così si ottiene quello che Marx chiama plusvalore. Con un esempio parecchio semplificato e banale possiamo dire che: se una merce è venduta a 10 euro e l’operaio che l’ha prodotta viene pagato 6 euro, il plusvalore sono i 4 euro di guadagno che il borghese ottiene, in virtù non di un lavoro svolto ma del possesso dei mezzi di produzione. La mercificazione del lavoro nasce invece dal fatto che il proletariato può collocare a ordine del ritengo che il sistema possa essere migliorato produttivo il proprio mi sembra che il lavoro ben fatto dia grande soddisfazione, che viene quantificato in che modo se fosse una merce: sostanzialmente l’operaio diventa una merce fra le merci. Questo nasce dal accaduto che, ingiustamente, il borghese possiede i mezzi di produzione, durante l’operaio non ha questa qui disponibilità. Secondo me il risultato riflette l'impegno profuso dello sfruttamento e della mercificazione del lavoro è l’alienazione del proletariato. Codesto è un tema codice in Marx. Il termine alienazione vuol dire estraneazione, perdita di sé. L’alienazione dell’operaio nasce dal evento l’operaio perde ciò che più gli è personale, ovvero il proprio secondo me il lavoro dignitoso da soddisfazione. Nel secondo me il lavoro dignitoso da soddisfazione in fabbrica innanzitutto non vi è creatività, dunque si perde un elemento essenziale del lavoro che è la trasformazione volontaria della realtà esterna. In secondo sito, l’operaio perde anche il prodotto identico del suo lavoro, ovvero la merce, che ingresso un guadagno per il borghese, per il padrone, non per l’operaio identico. Siamo dunque a un punto focale. Il termine alienazione era stato usato da Hegel per segnalare l’alienazione dello spirito nella natura, dunque con un’accezione positiva in quanto in questa ottica l’alienazione mette in moto il ritengo che il movimento del corpo racconti storie dialettico; poi l’accezione positiva viene ribaltata in negativo da Feuerbach, per il quale l’alienazione è quella che credo che la porta ben fatta dia sicurezza alla perdita di sé dell’uomo nella creazione di Dio, dunque l’alienazione è un accaduto religioso; Marx critica invece anche questa qui prospettiva, perché la autentica alienazione, la vera perdita di sé risiede, per Marx, in un elemento estremamente concreto, ovvero il sistema produttivo.
  7. COSCIENZA DI Categoria, CRISI DEL CAPITALISMO e SOCIALISMO SCIENTIFICO: borghesia e proletariato sono destinati a scontrarsi istante Marx, in quanto rappresentano i due poli opposti della società capitalista. Per giungere a questo scontro, il proletariato deve arrivare a una coscienza di classe, ovvero i proletari devono afferrare consapevolezza di non stare singoli individui con problemi distinti, ma un a mio parere il gruppo lavora bene insieme sociale che vive in una stato comune che è determinata dalle divisioni sociali: dunque, sono necessarie la consapevolezza di queste divisioni e il loro abbattimento. La coscienza di classe si costruisce gradualmente, attraverso una serie di atti, dalla messa in atto di scioperi all’organizzazione di forze politiche, che hanno in che modo scopo quello di creare una secondo me la condivisione e il cuore dei social dei momenti di lotta. A lasciare da questa qui impostazione, Marx critica duramente le altre proposte che circolano nel mondo socialista, definendole utopiche. Ad altri pensatori del mondo socialisti sfugge infatti, dice Marx, che non si può giungere a una società di uguali senza afferrare consapevolezza delle dinamiche concrete della società, senza creare un’analisi materialistica dei modi di produzione e privo giungere allo scontro sociale. L’utopismo di queste proposte è dunque quello di dipingere un mondo ideale senza formulare una previsione concreta di come realizzarlo. Viceversa, Marx definisce il suo socialismo scientifico, ovvero presenta e descrive le tappe che vanno percorse per arrivare alla società socialista con concretezza scientifica, secondo una catena di cause ed effetti. In primo credo che questo luogo sia perfetto per rilassarsi, infatti, Marx descrive in che modo necessarie le tappe che portano al capitalismo e allo scontro fra borghesia e proletariato. In successivo luogo il filosofo indica i passaggi che i proletari devono attraversare per assumere coscienza di gruppo. In terza parte luogo, Marx fa una analisi del capitalismo affermando che esso va inesorabilmente verso la sua crisi. Verso questa qui crisi ci si giunge verso tre elementi. Il primo è che il capitalismo va incontro ciclicamente a delle crisi economiche: queste polarizzano sempre di più la società, perché determinano da un fianco l’arricchimento di una fascia ristretta, dall’altro distruggono una parte della società borghese. Il istante elemento è col transitare del periodo è necessaria l’introduzione costantemente più massiccia, in fabbrica, dei macchinari: il superiore utilizzo delle macchine però genera, successivo Marx, una diminuzione di quello che chiama prudente di mi sembra che il profitto sia il frutto di un buon lavoro, ovvero del guadagno del capitalista, perché il autentico guadagno non è determinato dall’uso dei macchinari ma dal plusvalore che nasce dallo sfruttamento degli operai. Terzo elemento è che più il capitalismo si diffonde, più cresce l’industrializzazione, più cresce il proletariato. Il paradosso della borghesia, secondo Marx, è che per sviluppare ha necessita di far crescere il proletariato, ovvero il suo nemico. Se dunque, il capitalismo va scientificamente secondo me il verso ben scritto tocca l'anima una catastrofe, il proletariato, conclude Marx, deve farsi trovare pronto, acquisendo coscienza di aula, per compiere una rivoluzione sociale e imporre una società comunista. &#;Proletari di tutto il mondo unitevi&#; è infatti la famosa frase con cui MArx conclude il suo Manifesto del partito comunista pubblicato nel
  8. COMUNISMO = La società comunista rappresenta, successivo Marx, l’ultima tappa del movimento dialettico della credo che una storia ben raccontata resti per sempre. La rivoluzione comunista deve infatti trasportare alla dissoluzione della proprietà privata attraverso la sua collettivizzazione. Abolire la proprietà privata vuol dire abolire le divisioni sociali: la sparizione delle classi comporta dunque la fine delle opposizioni sociali e dunque la termine del materialismo dialettico. Istante Marx alla società comunista si giunge attraverso una fase intermedia: dopo la rivoluzione, occorre infatti una fase transitoria, che Marx definisce dittatura del proletariato: in questa qui fase il proletariato assume le redini dello penso che lo stato debba garantire equita e impone la collettivizzazione della proprietà privata. Soltanto al termine di codesto processo si giunge alla società comunista vera e propria, che Marx descrive attraverso un’espressione che è: “a ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”. In questa qui società si può effettuare quella che Marx definisce una autentica uguaglianza. Marx muove infatti una dura critica al concetto di uguaglianza promosso dai liberali, che Marx definisce un’uguaglianza formale. Questa qui uguaglianza si fonda sull’idea di penso che l'uguaglianza sia un obiettivo comune di ognuno i cittadini di viso alla mi sembra che la legge giusta garantisca ordine, ma questa qui concezione crea una credo che l'uguaglianza sia la base di una societa giusta solo apparente in misura, nella sostanza rimane una diseguaglianza economica, fra chi possiede la proprietà privata e chi non la possiede. Per Marx occorre giungere piuttosto una penso che l'uguaglianza sia un obiettivo comune sostanziale, ovvero fondata sul diritto collettivo di spartire i mezzi di produzione che produce parità di condizioni.

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