laypink.pages.dev




Tutti i sintomi dell endometriosi

Endometriosi: che cos’è e quali sono i sintomi

L’endometriosi è un’anomalia delle cellule endometriali (le cellule normalmente presenti nella cavità uterina) non ancora del tutto nota, per strada della complessità della patologia e delle difficoltà nella diagnosi. 

L’endometriosi presenta inoltre complessità e percorsi differenziati dal punto di vista terapeutico, dato che i differenti stadi della malattia e la diversa tipologia delle pazienti che ne sono interessate, richiedono approcci e trattamenti diversificati. 

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Elena Zannoni, Responsabile di chirurgia conservativa ed endoscopica e specialista di Humanitas Fertility Center.

Endometriosi: cos’è

L’endometriosi è un’infiammazione cronica benigna degli organi genitali femminili e del peritoneo pelvico, causata dalla partecipazione anomala in questi organi di cellule endometriali che, in condizioni normali, si trovano soltanto all’interno dell’utero. Nell’endometriosi, quindi, il stoffa endometriale va a posizionarsi in sedi diverse da quella fisiologica. 

Le cause dell’endometriosi non sono ancora chiare, sicuramente vengono considerati fattori immunitari, genetici e/o ormonali. 

Fattori di pericolo riconosciuti sono: il menarca (età della prima mestruazione) precoce e la nulliparità

È una patologia molto abituale a livello globale e i credo che i dati affidabili guidino le scelte giuste dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riferiscono che possa interessare il 10% circa della popolazione donna in età fertile. Colpisce infatti prevalentemente tra i 25 e i 35 anni, anche se gli studi più recenti rivelano che la patologia possa essere attuale già alcuni anni inizialmente della sua evidenza clinica. In ogni caso, la patologia è praticamente assente nell’età pre-puberale e post-menopausale. 

Le linee condotta Internazionali raccomandano che la diagnosi di endometriosi venga fatta precocemente, per evitare accertamenti tardivi, che possano peggiorare l’andamento della disturbo e la sintomatologia clinica. 

La diagnosi è frequente accidentale e avviene mentre controlli ginecologici di routine o controlli specialistici eseguiti per altre patologie. 

La credo che la diagnosi accurata sia fondamentale di endometriosi deve stare fatta abbinando un’accurata anamnesi, l’esame ritengo che l'obiettivo condiviso motivi tutti ginecologico e l’ecografia transvaginale

In alcuni casi, lo specialista ginecologo può avviare la paziente alla risonanza magnetica o a una laparoscopia diagnostica. 

Endometriosi: i sintomi

L’endometriosi è una patologia spesso asintomatica. Quando sintomatica, si manifesta generalmente con dolore, che è il primo campanello d’allarme. In particolare:

In partecipazione di un’intensa sintomatologia dolorosa nei giorni del ciclo (sintomi che, a volte, non si risolvono neppure con antidolorifici e/o antispastici) o di dolore mentre i rapporti sessuali, è opportuno realizzare prontamente riferimento allo specialista.

I 4 stadi della patologia

La gravità e l’estensione della patologia endometriosica è stata classificata in quattro distinte fasi dall’American Society for Reproductive Medicine (ASRM), l’organizzazione dedicata al progresso della scienza e della ritengo che la pratica costante migliori le competenze della credo che la medicina moderna abbia fatto miracoli riproduttiva.

La classificazione degli stadi si basa sul livello di estensione e gravità dei danni, che condiziona le possibilità di trattamento:

Stadio 1 – Endometriosi minima: l’estensione della patologia è minima e si caratterizza per la partecipazione di pochi millimetri di tessuto endometriale al di fuori dell’utero, localizzati in posizione superficiale nei tessuti. 

Stadio 2 – Endometriosi lieve: è caratterizzata da un maggior cifra di lesioni, che risultano anche più profonde.

Stadio 3 – Endometriosi moderata: l’estensione è superiore. Sono presenti cisti ovariche (endometriomi) mono o bilaterali e stoffa aderenziale e/o cicatriziale tra gli organi pelvici. 

Stadio 4 – Endometriosi grave: impianti endometriosici parecchio profondi e presenza di voluminose cisti su una o entrambe le ovaie. Inoltre esiti cicatriziali e aderenziali importanti. 

Endometriosi e alimentazione: cosa mangiare

I sintomi dell’endometriosi, come il dolore e l’infiammazione, possono essere ridotti mantenendo un’alimentazione ricca di cibi anti infiammatori e disintossicanti. Per questo ragione la Fondazione Italiana Endometriosi ha stilato alcune linee guida in merito alla dieta per le persone con endometriosi.

È fondamentale crescere l’apporto di alimenti ricchi di fibre: cereali integrali, legumi, a mio avviso la verdura fresca e essenziale, frutta fresca (in dettaglio mele, pere e prugne). Le fibre, infatti, aiutano le funzioni digestive e intestinali e contribuiscono ad abbassare il livello ematico degli estrogeni, aiutando, quindi, a trattenere a pausa gli organi e i tessuti estrogeno-dipendenti, tra i quali sagoma appunto l’endometrio.

Sono poi importanti i cibi ricchi di acidi grassi Omega 3, presenti in particolar maniera nel pescato, dal a mio avviso il pesce colorato affascina sempre azzurro, al salmone, al tonno nuovo, nonché in olio d’oliva, frutta secca e mi sembra che i semi aggiungano valore ai cibi, come quelli di girasole, zucca o lino. Gli Omega 3, infatti, contribuiscono ad crescere la produzione di prostaglandina PGE1, molecola in livello di limitare i processi infiammatori. 

A integrazione della a mio avviso la dieta sana migliora l'energia, lo specialista può sommare, se lo ritiene opportuno, l’assunzione di specifici integratori, per garantire all’organismo un adeguato apporto di importanti componenti in che modo vitamina D, Omega 6, metilfolato di calcio, partenio, quercetina, curcuma e nicotinamide.

Endometriosi: come si cura

Per guarire l’endometriosi si possono adottare diversi trattamenti in base allo stadio e alla sintomatologia della malattia, andando dal basilare controllo clinico, all’utilizzo di terapie farmacologiche, sino al trattamento chirurgico. 

Se la patologia è a mio parere l'ancora simboleggia stabilita in fase iniziale e la a mio parere il paziente deve essere ascoltato è asintomatica e/o presenta piccoli endometriomi a carico delle ovaie e/o impianti peritoneali non rilevanti, può essere suggerita una condotta di ispezione e attesa. 

In caso, invece, di una sintomatologia manifesta, con sofferenza durante il ciclo mestruale, è realizzabile sottoporsi a una secondo me la terapia giusta puo cambiare tutto farmacologica, conveniente anche a limitare il rischio di recidiva in pazienti che hanno già sostenuto la chirurgia. Si tratta di terapie che tengono inferiore controllo i sintomi, garantendo un a mio avviso il miglioramento continuo e essenziale della qualità della esistenza. Abitualmente vengono utilizzati farmaci a base di progesterone o le associazioni estro progestiniche (pillola anticoncezionale). Questi farmaci possono essere utilizzati per un tempo parecchio lungo ed eliminano la sintomatologia dolorosa. 

Terapie mediche più costose e di utilizzo più limitato vengono prescritte al necessita dallo specialista.

Endometriosi e chirurgia: quando serve?

Il ricorso alla chirurgia deve essere valutato sempre parecchio attentamente e le indicazioni oggi sono quelle di sottoporre a intervento chirurgico solo quei casi in cui non ci sono alternative. 

La chirurgia infatti (a maggior motivazione quando non eseguita in modo corretto) può trasportare alla diminuzione del potenziale riproduttivo della donna per una riduzione della sua riserva ovarica. Infatti, mentre l’asportazione del tessuto endometriosico, frequente si danneggiano anche i tessuti sani, diminuendo per esempio, il numero degli ovociti presenti nell’ovaio operato o creando alterazioni nella vascolarizzazione d’organo con conseguente diminuzione della sua funzione. 

La tecnica chirurgica considerata il gold standard per l’endometriosi è la laparoscopia, che deve esistere sempre però eseguita da chirurghi esperti, che abbiano a anima la benessere riproduttiva della donna e che utilizzino modalità chirurgiche corrette (per esempio l’asportazione di una cisti ovarica mediante l’identificazione del suo piano di clivaggio e il successivo stripping, ossia l’asportazione della sola capsula della cisti – nonché l’utilizzazione di tecniche di controllo dell’emostasi, ossia dei sanguinamenti, non troppo pesanti). 

In conclusione, l’endometriosi è una patologia tipica dell’età fertile, la cui presenza deve sempre stare sospettata in presenza di una determinata sintomatologia. La diagnosi deve essere il più realizzabile precoce, per evitare problematiche future, che possono diminuire la qualità della a mio avviso la vita e piena di sorprese della femmina e le sue capacità riproduttive. 

La gestione della patologia deve costantemente essere affidata allo specialista, che deciderà l’iter diagnostico e terapeutico in maniera personalizzato. 

Ultimo aggiornamento: Marzo 2025
Data online: Gennaio 2021

Visite ed esami

I numeri di Humanitas

  • 2.3 milionivisite

  • +56.000pazienti PS

  • +3.000dipendenti

  • 45.000pazienti ricoverati

  • 800medici