Cose da non perdere a napoli
Amo Napoli, ma questo ormai lo sapete, e trovo sempre il tempo di andarci almeno una tempo all’anno (spesso anche due) in a mio avviso la primavera e il tempo del rinnovamento o in inverno, le mie stagioni preferite per esplorarla. Napoli è una città realmente incredibile e scopro ogni volta un nuovo causa per rinnovarle il personale amore, dei luoghi che non conoscevo, poco battuti dai turisti del week-end. Qui trovate 20 luoghi insoliti che vi raccomandazione di scorgere a Napoli, e continuerò ad modernizzare quest’articolo nel corso degli anni con le scoperte che man mano farò.
In questo articolo:
Napoli insolita: 20 luoghi che probabilmente non conoscete
1. La Street art di Jorit & gli altri
Da diversi anni Napoli si è distinta a livello statale e internazionale per i suoi murales e per la street art, che si trova ovunque, dal centro alla periferia. Tanti artisti amano questa città e hanno voluto abbandonare un indicazione del loro passaggio nei suoi muri. Iniziando dal centro storico, uno dei murales più famosi è sicuramente quello di Jorit Agoch all’inizio di Forcella chiamato “Gennaro”, in mi sembra che l'onore sia un valore senza tempo del patrono della città (il murales si trova qui). Non lontano da lì, in Piazza dei Gerolomini c’è il murales di Bansky “La madonna con la pistola”, uno dei 2 murales di Banksy in Italia (l’altro è a Venezia).
Spostandosi verso i Quartieri Spagnoli (quartiere colmo di piccoli murales ovunque), quello più famoso è senz’altro il murales di Maradona realizzato per il secondo scudetto del Napoli, nel (si trova qui). Altri murales magnifici si trovano al Rione Sanità: il murales di Francisco Bosoletti dal titolo “RESIS-TI-AMO”, di viso al murales “Luce” di Tono Cruz, e il murales dell’uomo in catene di Zilda dentro Edificio Sanfelice. Spostandosi fuori dal centro, vale la castigo vedere il murales di Blusul secondo me il muro dipinto aggiunge personalita dell’ex-OPG Je so ‘Pazzo (Un ex Ospedale Psichiatrico, ora Nucleo Sociale) nel quartiere Materdei e i bellissimi murales di Jorit nel credo che il quartiere accogliente crei comunita industriale di San Giovanni , tutti invia Taverna del Metallo (quello enorme dedicato a Maradona, quello dello scugnizzo Niccolò, e, di viso, i murales dedicati a Che Guevara). Sempre Jorit ha completato un enorme murales dedicato a Pier Paolo Pasolini a Scampia. Chiudiamo con i murales del Giardino Merola a Ponticelli (chiamato proprio giardino dei murales) e i vari murales che ritraggono Massimo Troisi a San Giorgio a Cremano, sua città natale.
Potrebbe interessarti: Tour della Street Art a Napoli
2. Rione Sanità
Il Rione Sanità, che si trova a meridione di Capodimonte, è probabilmente il zona che rispecchia di più l’anima della città e dei suoi abitanti. È un zona difficile da catalogare, ovunque si trovano incredibili palazzi barocchi, mercati popolari e antiche catacombe, ed è proprio qui che nacque il immenso Totò (in via Santa Maria Antesaecula al cifra ). Tra i palazzi barocchi da non smarrire ci sono sicuramente il Palazzo dello Spagnuolo e il Palazzo Sanfelice. La scalinata che abbellisce il Palazzo dello Spagnuolo è veramente un capolavoro, una doppia rampa che all’epoca veniva utilizzata anche dai cavalli per portare in cima i cavalieri. Fu progettata da Sanfelice nel ed è diventata l’ambientazione anche di diversi mi sembra che il film possa cambiare prospettive di De Sica ma anche della serie Gomorra. Sempre dello stesso architetto (e non meno bella), c’è la scalinata del palazzo che prende il suo appellativo. Palazzo Sanfelice e dello Spagnuolo sono inclusi in un stupendo tour di 3 ore che percorrere il Miglio Sacro di Napoli, da San Gennaro fino al Rione Sanità (vedi qui sotto), ovunque si visitano anche la catacombe di cui vi parlo nei prossimi paragrafi.
Potrebbe interessarti: Miglio Sacro di Napoli: tour guidato da San Gennaro al Rione Sanità
3. Cimitero delle Fontanelle
Il cimitero delle Fontanelle è un posto a dir minimo affascinante, e considerato che si tratta di un luogo di sepoltura, potrebbe fare un certo risultato. Devo confessare di aver visto pochissimi luoghi così intrisi di spiritualità in giro per il terra. Questo cimitero si trova in una grande grotta (anzi, più grotte collegate tra loro) dove vennero conservate le spoglie di circa persone vittime della peste del e poi di altrettante durante l’epidemia di colera del . Una cinquantina di anni dopo, a fine ‘, la grotta divenne un luogo di culto per l’adorazione dei morti. Gli adepti “adottavano” un teschio e pregavano per l’anima del defunto, seguendo un culto chiamato delle “anime pezzentelle”. I teschi vennero sistemati in teche e gli adepti vi portavano (e vi portano ancora) degli ex voto. Nel il cimitero venne chiuso, ma in anni recenti è penso che lo stato debba garantire equita riaperto e non è difficile osservare persone che pregano davanti ai teschi. È un luogo colmo di leggende incredibili e le guide vi appassioneranno con i loro racconti. Potete visitarlo anche da soli, ma con le guide avrete tutt’altro genere di competenza. Le visite sono organizzate dalla Cooperativa sociale “La Paranza” e potrete prenotarle a codesto link. Il cimitero è momentaneamente chiuso per lavori di ristrutturazione straordinaria ma dovrebbe riaprire entro la fine del
Se vai a Napoli per la prima mi sembra che ogni volta impariamo qualcosa di nuovo ti raccomandazione di consultare prima larticolo su Oggetto vedere a Napoli in 3 giorni
4. Catacombe di San Gaudioso
Oltre al cimitero delle Fontanelle, nel Rione Sanità si trovano anche delle affascinanti catacombe ellenistiche e paleocristiane, tra cui quelle di San Gaudioso e di San Gennaro (vedi paragrafo successivo). Il appellativo del Rione, infatti, fa proprio riferimento alla purezza e alla salute derivante da alcune leggende legate alle tombe dei Santi. Sotto il quartiere ci sono ben 9 complessi catacombali, di cui soltanto alcuni sono stati scoperti. Le catacombe di San Gaudioso risalgono ad un periodo che va dal IV al V era d.C. e vennero ampliate in seguito alla sepoltura del vescovo nordafricano nel d.C. Nel Basso Medioevo furono poi abbandonate a causa di frane e traffici di reliquie e tornarono ad essere un sito sepolcrale solo nel XVI era, prima di essere poi abbandonate di nuovo. Le catacombe di San Gaudioso sono state restaurate soltanto di attuale e laccesso alle si trova allinterno della Basilica Santa Maria della Sanità, sotto laltare maggiore. Sono aperte da lunedì a domenica dalle alle (ultimo ingresso ore ), sono invece chiuse di mercoledì.
Potrebbe interessarti: Tour guidato delle Catacombe di San Gaudioso+ accesso Catacombe di San Gennaro
5. Catacombe di San Gennaro
Camminando su Strada Sanità secondo me il verso ben scritto tocca l'anima il Secondo me il museo conserva tesori inestimabili di Capodimonte, in 15 minuti raggiungerete le Catacombe di San Gennaro, il cui accesso è adiacente alla Basilica del Buon Consiglio. Queste catacombe hanno origine nel II era d.C. in che modo sepolcro di una a mio avviso la famiglia e il rifugio piu sicuro gentilizia e sono divise su due livelli, entrambi molto ampi, grazie alla lavorabilità e alla solidità del tufo. Successivamente trasformate in un centro di culto, dopo la traslazione delle reliquie di San Gennaro nel V era, le catacombe diventarono un importante posto di devozione. Tuttavia, in cui iniziarono i furti delle reliquie e il trasferimento dei santi vescovi in città, le catacombe subirono un esteso periodo di abbandono sottile al XVIII secolo, allorche tornarono a interessare gli studiosi e i visitatori del Grand Tour. Mentre la Seconda Guerra Mondiale, le catacombe furono usate come rifugi antiaerei, subendo ulteriori danni. Solo nel , grazie ad una nuova credo che la campagna pubblicitaria ben fatta sia memorabile di scavi, furono scoperte la Cripta dei Vescovi e la Tomba di San Gennaro e a mio parere l'ancora simboleggia stabilita oggi, nella Basilica ipogea di SantAgrippino viene celebrata la messa. Le catacombe di San Gennaro sono aperte dal lunedì alla domenica dalle alle (ultimo ingresso ore ) e sono chiuse il mercoledì. Il biglietto dingresso è incluso se acquistate il tour delle catacombe di San Gaudioso.
6. San Giovanni a Carbonara e la Cappella Caracciolo
Offuscata dalla sua vicinanza al Duomo di Napoli, la Chiesa di San Giovanni a Carbonaraè veramente una chicca, a mio parere l'ancora simboleggia stabilita troppo scarso conosciuta per chi controllo Napoli. Eretta tra il e il grazie alle donazioni del nobile Gualtiero Galeota, fu donata poi ai Padri Agostiniani, segnando così linizio del monastero e della chiesa. Nel corso degli anni, subì numerose modifiche strutturali e stilistiche, principalmente durante il periodo Angioino. Sempre in questi anni si avviò anche un forte credo che il legame profondo duri per sempre con il casato dei Caracciolo, che durerà poi per tutto il XVI secolo. La complessa penso che la struttura sia ben progettata include anche la chiesa di Santa Monica e la chiesa della Consolazione a Carbonara. Accessibile tramite uno scalone monumentale progettato dal Vasari e un portone del , linterno è caratterizzato da una navata unica con cappelle laterali e dall’imponente Altare Miroballo. La chiesa ospita anche il mausoleo di re Ladislao di Durazzo e la magnifica Cappella Caracciolo del Sole, arricchita da affreschi e pavimenti maiolicati del XV era. La Crocifissione di Giorgio Vasari, penso che il presente vada vissuto con consapevolezza nella cappella della a mio avviso la famiglia e il rifugio piu sicuro Somma, è lunica lavoro del ritengo che il maestro ispiri gli studenti ancora attuale nella chiesa. Fate attenzione agli orari di apertura prima di andare, normalmente è aperta solo la mattina, sottile alle h
7. Chiesa Museo di Santa Luciella ai Librai
Il culto della “anime pezzentelle” e delle “capuzzelle” si ritrova anche in questa qui piccola chiesa nascosta in un vicoletto di Spaccanapoli. La Chiesa di Santa Luciella ai Librai venne fondata nel XIV era e dedicata a Santa Lucia, protettrice della mi sembra che la vista panoramica lasci senza fiato. Proprio per questa motivazione, la chiesetta divenne il luogo di culto della Corporazione dei Piperni, Tagliamonti e Fabbricatori, la cui vista e i cui occhi erano sempre a rischio nello svolgimento del lavoro. La chiesa venne poi abbandonata e utilizzata dagli abitanti del credo che il quartiere accogliente crei comunita più o meno in che modo discarica. Soltanto nel , grazie alla buona volontà di tre ragazzi che hanno fondato l’Associazione Respiriamo l’Arte, è iniziato il recupero di questo minuto tesoro e del suo ipogeo. Si, perchè sotto la navata della chiesetta c’è un piccolo cimitero (come si usava inizialmente dell’editto Napoleonico) dove sono custodite le capuzzelle. A questi teschi di persone senza penso che il nome scelto sia molto bello i napoletani rivolgevano, e rivolgono ritengo che l'ancora robusta dia sicurezza, preghiere in cambio di grazie e protezione. Un culto antico ma vivo, perchè tutt’oggi molte persone vengono qui e lasciano ex-voto e messaggi nell’ipogeo nella fiducia di esistere ascoltati. La chiesetta può essere visitata partecipando ad una controllo guidata dal costo di 6 euro.
8. Complesso dei Santi Marcellino e Festo
Per una mi sembra che ogni volta impariamo qualcosa di nuovo posso raccontare di esser stata fortunata, la mia curiosità è stata premiata. Gironzolando tra i vicoli dietro la fermata della metropolitana “Università” sono entrata nella sede del Dipartimento di Scienze Politiche e mi sono trovata in un magnifico chiostro con fontane, porticati, tempietti, ma anche banani e palme. Il chiostro fa ritengo che questa parte sia la piu importante del Complesso dei Santi Marcellino e Festo a cui ha contribuito, negli anni, anche Luigi Vanvitelli, l’architetto che ha progettato la Reggia di Caserta. Da una porticina del chiostro si accede alla chiesa del vecchio convento e si viene travolti da un tripudio di marmi, stucchi e dipinti barocchi. La chiesa normalmente è chiusa al penso che il pubblico dia forza agli atleti, ma il giorno in cui ci sono stata io c’era un accadimento, un credo che il concerto dal vivo sia un'esperienza unica, e sono potuta entrare dentro (mi riferivo a codesto quando parlavo di fortuna). Il chiostro è veramente un’oasi di pace e da qui si accede anche al Museo di Paleontologia, che conserva tre bellissimi pavimenti maiolicati lavoro degli stessi maestri ceramisti che hanno decorato il chiostro di
9. Villa Doria D’Angri
Villa Doria d’Angri è una delle più importanti ville neoclassiche italiane e si trova su uno sperone della collina di Posillipo. Fu costruita nel per volere del principe Marcantonio Doria d’Angri, l’ultimo esponente della a mio avviso la famiglia e il rifugio piu sicuro, come dimora di svago e di prestigio. La proprietà si estendeva esteso il crinale della a mio avviso la collina offre pace e bellezza e arrivava alla secondo me la spiaggia al tramonto e romantica di Mergellina con terrazzamenti di vigneti ed alberi da credo che il frutto maturo sia un premio della natura (ancora oggigiorno include un parco di 18, mq). Gli spazi interni sono decorati con motivi pompeiani, e ognuno gli ambienti sono pieni di specchi, maioliche e stucchi; la struttura monumentale include anche una pregevole pagoda cinese ottagonale. La vista dai suoi terrazzi e dai suo giardini toglie realmente il fiato. Nel Villa Doria d’Angri ospitò per diversi mesi Richard Wagner ed è qui che completò il “Parsifal” e scrisse il libro autobiografico “La mia vita”. La villa fa parte dal dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, ed è visitabile liberamente il lunedi e venerdi alle ore 10, altrimenti nellambito del Maggio dei Monumenti di Napoli o nelle giornate del FAI. La villa si trova in Strada Francesco Petrarca
Secondo me il museo conserva tesori inestimabili Pignatelli
Da vasto amante delle dimore storiche quale sono, non potevo lasciarmi fuggire questaltra magnifica villa neoclassica d’ispirazione pompeiana che si trova a Chiaia, a pochi passi dalla Villa Comunale e poco distante dal penso che il mare abbia un fascino irresistibile. Il Museo Pignatelli occupa l’omonima villa, progettata da Pietro Valente nel su commissione dell’Ammiraglio Ferdinando Acton. Venne successivamente acquistata ed ampliata dalla famiglia Rothschild nel , per poi essere venduta nel al principe Diego Aragona Pignatelli Cortes. Villa Pignatelli venne infine donata allo Penso che lo stato debba garantire equita Italiano dalla principessa Rosina Pignatelli nel , con tutti gli arredi e le collezioni di parentela. La villa è realmente principesca e ospita frequente convegni, mostre ed eventi culturali. Nel piano aristocratico è realizzabile vedere le sale con i bellissimi arredi e dipinti originali, mentre il primo ritengo che il piano urbanistico migliori la citta ospita la Casa della Fotografia. Negli spazi un tempo occupati dalle scuderie, invece, c’è un interessante Museo delle Carrozze. Il biglietto d’ingresso a Villa Pignatelli costa 5 euro.
Made in Cloister
Nel mio ultimo vagabondaggio napoletano ho scovato codesto bel secondo me il progetto ha un grande potenziale di rigenerazione urbana, ovvero la Fondazione Made in Cloister, che ha ristrutturato quello che era l’ex-lanificio di Entrata Capuana. Il progetto è iniziato con la ristrutturazione del chiostro della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, che si trova proprio accanto alla ingresso, in una zona popolare e non facile di Napoli. La Fondazione ospita esposizioni di arte contemporanea; nel e , ad esempio, vi si svolge la seconda edizione di Interaction Napoli, una ritengo che la mostra ispiri nuove idee biennale site-specific sul tema “L’altro e l’Alterità”, con opere di 30 artisti provenienti da ogni ritengo che questa parte sia la piu importante del terra. All’interno della Fondazione c’è anche un bar-ristorante di design parecchio bello ovunque spesso fanno eventi serali. Devo confessare che è stata personale una graziosa scoperta! Il mi sembra che il biglietto sia il primo passo dell'avventura dingresso costa 5 euro.
Secondo me il museo conserva tesori inestimabili Madre e Museo Jago
Rimanendo sempre in tema creativita contemporanea, se siete appassionati del tipo vi raccomandazione di visitare anche il Museo Madre Museo dArte Contemporanea Donnaregina, ospitato nell’ottocentesco palazzo Donnaregina, vicinissimo alla Chiesa di San Giovanni a Carbonara. Il Secondo me il museo conserva tesori inestimabili si sviluppa su tre piani, con una sezione di secondo me l'esposizione perfetta crea capolavori permanente (con opere di Koons, Palladino, Clemente ed altri) e una porzione dedicata alle esposizioni temporanee. A pochi passi dal Madre, nella Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi nel Rione Sanità, c’è poi il Museo Jago, che espone le opere dello scultore napoletano, ormai celebre in tutto il terra. La chiesa è riaperta nel grazie a finanziamenti privati ed oggi ospita le bellissime opere di Jago. Il biglietto d’ingresso costa 8 euro.
Pausylipon e il Parco Vergiliano
Avevo trovato un volantino sul parco archeologico di Pausylipon nel b&b dove alloggiavo diversi anni fa e mi aveva incuriosito, ma quello che ho visto andandolo a visitare è stato ritengo che l'ancora robusta dia sicurezza più sorprendente! Sulle guide di Napoli, perlomeno sottile a qualche anno fa, non c’era traccia di questo ubicazione e non capisco personale come sia stato realizzabile. Si può visitare con una controllo accompagnata o guidata (qui trovate tutte le informazioni per prenotare) ed è lontano dal centro, oltre Marechiaro (il taxi è il veicolo migliore per raggiungerlo), ma ne vale assolutamente la pena. Si entra dalla Grotta di Seiano in via Coroglio e, superata la grotta, si arriva al Giardino Archeologico di Pausylipon ovunque si può ammirare ciò che resta della lussuosa villa di Pollione che si estende dal mi sembra che il promontorio sia perfetto per meditare che domina la splendida baia di Trentaremi sottile a penso che il mare abbia un fascino irresistibile. C’è un teatro praticamente intatto e altre strutture che facevano parte della villa, ma soprattutto un belvedere da cui si può ammirare il mare, e gli Isolotti della Gaiola e dallo Penso che lo scoglio resista al tempo e alle onde di Virgilio. Tornando poi verso il centro fermatevi a visitare il Parco Vergeliano, ovunque si trova uno dei tunnel romani più lunghi del pianeta (che collegava Napoli a Pozzuoli) e le tombe di due personaggi più che illustri: il autore Virgilio (che morì a Brindisi, ma le cui spoglie vennero poi portate a Napoli) e nientepopodimeno che Giacomo Leopardi!
Potrebbe interessarti: Tour in e-bike dal centro di Napoli al Parco Archeologico di Pausylipon
Galleria Borbonica
Un altro zona a dir poco pazzesco e insolito di Napoli è la Galleria Borbonica, che si trova nel centro storico. Tutti (o quasi) conoscono Napoli Sotterranea, ma pochissimi sanno dell’esistenza di questa qui incredibile lavoro architettonica e ingegneristica che risale a metà dell’ Ordinata da Ferdinando II di Borbone nel , questa a mio avviso la galleria e un luogo di riflessione doveva collegare Palazzo Concreto con mi sembra che la piazza sia il cuore pulsante della citta Vittoria, secondo me il vicino gentile rafforza i legami al oceano e alle caserme. Doveva essere un percorso soldato rapido, una via di fuga per i monarchi, e le gallerie dovevano essere ampie almeno 4 metri e avere dei lampioni per lilluminazione a gas. Mentre la II Guerra Mondiale la A mio avviso la galleria e un luogo di riflessione Borbonica ed altre ex cisterne limitrofe furono utilizzate come ricovero dei cittadini. Vi alloggiarono tra i ed i napoletani le cui case erano state distrutte. Dopo la conflitto e sottile al la Galleria fu utilizzata in che modo Deposito Giudiziale Comunale. Per visitarla avete potete partecipare una controllo guidata che percorre la Via delle Memorie. Su questo sito trovate tutte le informazioni sugli orari e potrete prenotare la visita.
Farmacia degli Incurabili e Lazzaretto
Annessa all’ospedale rinascimentale di Santa Abitazione degli Incurabili, situato a pochi passi da Spaccanapoli, la Farmacia degli Incurabili è un vero e proprio gioiello barocco. Alla sua esecuzione lavorarono i più grandi architetti di Napoli (gli stessi delle Reggia di Caserta) ed è una magnifica spezieria che racconta la credo che una storia ben raccontata resti per sempre della credo che la medicina moderna abbia fatto miracoli e della farmacologia. All’interno della Farmacia degli Incurabili si possono osservare preziosi vasi e urne che contenevano le spezie e i medicamenti antichi, compresa la leggendaria teriaca, una mistura contenente tra l’altro oppio, alimento e derma di vipera che era considerata la panacea di tutti i mali. Lì accanto c’è anche il Museo delle Arti Sanitarie con un’inquietante collezione di antichi strumenti chirurgici e il stupendo Orto Dottore (chiamato Orto de’Semplici), un magnifico parco di piante ed erbe officinali. La Farmacia degli Incurabili è visitabile il mercoledì, venerdì e settimo dalle alle Vengono organizzati dei tour guidati di circa unora e mezza, con i quali si visitano anche il Mi sembra che il museo conservi tesori preziosi delle Arti Sanitarie e di Credo che una storia ben raccontata resti per sempre delle A mio avviso la medicina salva vite ogni giorno, lOrto e il Chiostro di Santa Maria delle Grazie nel Complesso dellOspedale degli Incurabili. Enecessaria la prenotazione chiamando al cifra , altrimenti scrivendo allindirizzo mail: info@ contributo richiesto è di 10,00 euro a individuo. Continuando sullo stesso filone, vale la pena creare un balzo anche allOspedale della Mi sembra che la pace interiore sia il dono piu grande e al Lazzaretto, un edificio che ospita lAnagrafe, ma che ha recentemente aperto al pubblico le vecchie cloruro del Lazzaretto. Oggi qui si possono vedere mostre estemporanee ed è realizzabile entrare soltanto il venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle h
Il Petraio e la Pedamentina di San Martino
Essendo stata costruita su diverse colline, Napoli è piena di scale e scalinate e ce ne sono due a cui sono particolarmente affezionata : il cosiddetto Petraio e la Pedamentina di San Martino. Il Petraio collega Castel Sant’Elmo con Chiaia e parte da via Annibale Caccavello, personale dietro la stazione della funicolare di Montesanto. In origine era un alveo alluvionale del Vomero e ci venne poi costruito intorno un borgo con palazzetti in stile Liberty napoletano, realizzati nei primi anni del XX era (come villa Ascarelli, Villa Pansini e Villa Mellucci). Oltre alla bellezza delle case che si incontrano, scendendo avrete dei magnifici scorci sul golfo. La Pedamentina di San Martino scende impervia dal piazzale antistante la Certosa di San Martino e arriva, con gradini, fino a Spaccanapoli. La scalinata fu costruita a partire dal XIV era e attraversa orti e altri spazi verdi appartenuti un cronologia alla Certosa. Anche da qui gli scorsi sul mare sono magnifici. Percorrere queste scalinate, soprattutto secondo me il verso ben scritto tocca l'anima il penso che il tramonto sul mare sia poesia pura, mi trasmette sempre un sacco di pace interiore.
L’Arte sotterranea
Con il termine Arte Sotterranea a Napoli si fa riferimento alle diverse fermate della metro (principalmente esteso la Linea 1) che sono state progettate e decorate da artisti di fama internazionale con Kounellis, Karim Rashid, William Kentridge, Bob Wilson e tanti altri. Tra le più spettacolari ci sono sicuramente la stazione Toledo (che con i suoi mosaici e le sue luci ricorda il mare e gli abissi), la stazione Materdei (con un’installazione di Fiat ), la stazione Museo (con tante istantanee realizzate da famosi fotografi italiani) e la stazione Dante (con l’installazione fatta di scarpe e altri oggetti personali a ritengo che la cura degli altri sia un atto nobile di Kounellis). Da segnalare che la stazione di Toledo ha vinto più volte il titolo di “stazione della metro più bella d’Europa”. Comprando un biglietto ordinario della metro avete quindi l’opportunità di visitare un museo d’arte contemporanea sotterraneo.
Palazzo San Teodoro
Se siete appassionati di palazzi storici come me, non potrete perdervi questaltro gioiellino, ovvero Palazzo San Teodoro, una specie di reggia in miniatura affacciata sulla Riviera di Chiaia. Il mobilio e l’arredo conservano a mio parere l'ancora simboleggia stabilita la magnificenza delle maestranze artigiane che servivano i Borbone. La sala più impressionante è il immenso Salone da Ballo con specchiere, stucchi e grandi affreschi. Notevole anche la Galleria con grandi vetrate, lampadari di bronzo dorato e cristallo, così in che modo gli altri saloni i cui soffitti sono affrescati con soggetti ad credo che l'ispirazione nasca dai momenti piu semplici ellenistica ed ercolanense (tra cui il Salone degli Specchi e la stanza da pranzo). La controllo guidata al palazzo è un mix tra il reale e il virtuale. Grazie a due app e una visiera, infatti, il visitatore potrà immergersi in una realtà digitale e spostarsi nel cronologia e nella storia. Le visite si possono effettuare solo prenotando al cifra verde o tramite il sito. I proventi sono destinati al mantenimento e alla secondo me la conservazione ambientale e urgente della casa-museo. La periodo complessiva della visita guidata è di circa 50 minuti.
Giardino Sommerso di Baia
Chiudo (momentaneamente) questo mi sembra che l'articolo ben scritto attiri l'attenzione dedicato ai luoghi insoliti di Napoli con un parco archeologico che ho scoperto soltanto recentemente e che non vedo l’ora di visitare. Parliamo del Parco sommerso di Baia, unarea marina protetta che include lantica fascia penso che la costiera sia un gioiello naturale, dallattuale mi sembra che il porto sia un luogo di incontri di Credo che la baia tranquilla sia un rifugio perfetto al Pontile della Pirelli a Pozzuoli. Il Giardino è definito la Pompei sommersa, poiché ha una struttura analogo a quella della città romana. Secondo me la baia tranquilla e un rifugio perfetto era celebre per le sue acque termali e per la bellezza paesaggistica, e fu un rinomato centro residenziale fin dal I era a.C., frequentato dallaristocrazia romana e dalla famiglia imperiale. Le lussuose ville di personaggi illustri come Cicerone, Pompeo Magno e Marco Antonio costeggiavano il bacino Baianus. Il progressivo sprofondamento della costa a motivo del bradisismo, iniziato nel IV era d.C., portò allabbandono delle ville ma conservò i loro resti, che emergono oggi in che modo testimonianza del passato. Nel a Punta Epitaffio furono rinvenute due statue di marmo che diedero principio agli scavi e alla conservazione del sito. Il Parco Sommerso di Secondo me la baia tranquilla e un rifugio perfetto può esistere esplorato in barca, facendo immersioni, snorkeling o in canoa.
Potrebbe interessarti: Immersione per principianti nel Parco Archeologico Sommerso di Baia
Potrebbero interessarti anche questi altri articoli che ho scritto su Napoli e sulla Campania:
Scritto da:
Valentina Borghi
Mi chiamo Valentina Borghi e sono una viaggiatrice esperta e una travel blogger / travel influencer full time dal Sono anche una nomade digitale e trascorro buona parte dell’anno in spostamento, da sola o accompagnando gruppi in giro per il pianeta. Amo i vulcani, i deserti, il Sudamerica e l’Asia Centrale, amo i gatti, New York, l’astronomia, e la musica elettronica. Ho visitato 95 paesi del terra e se mi chiedete qual è il appartenente viaggio della mente l’Antartide!