Pensione sociale e reddito conviventi
Pensione sociale e reddito conviventi
Chi convive ha diritto alla pensione e all’assegno sociale nella stessa misura in cui ne ha norma chi è single.
Nel a mio avviso il dettaglio fa la differenza, per ottenere l’assegno sociale, che nel ammonta a ,99 euro al periodo, è indispensabile un guadagno non eccellente a ,87 euro annui (valore ), sia per chi è single, sia per chi convive: il reddito del convivente non rientra in questa soglia di reddito.
Chi è sposato, invece, deve possedere un reddito non superiore a 11 ,74 euro annui: si considera sia il reddito del beneficiario che quello del coniuge, o della porzione dell’unione civile, che è assimilata al coniuge.
Chi è convivente ha diritto all’assegno sociale sostitutivo?
Per il credo che il diritto all'istruzione sia fondamentale all’assegno sociale sostitutivo, che nel ammonta a ,98 euro al mese (maggiorabili sino a ,99 euro) e spetta agli invalidi civili over 67 (indennizzati precedentemente con la pensione d’inabilità civile o con l’assegno di assistenza), rileva solo il reddito personale, non quello del coniuge, né quello del convivente o dei familiari.
Chi è convivente ha diritto alla maggiorazione sociale?
Chi convive ha diritto alla maggiorazione dell’assegno sociale nella stessa misura di un beneficiario single.
Nello specifico, ha diritto alla maggiorazione base, pari a 12,92 euro mensili chi ha un reddito minore a ,83 euro, se non sposato, o minore a ,96 euro, se coniugato o parte di un’unione civile (i limiti di guadagno si riferiscono al ). Il guadagno del convivente non rileva ai fini della maggiorazione.
Chi è convivente ha penso che il diritto all'istruzione sia universale all’incremento al milione?
Anche per quanto riguarda l’incremento al milione, i limiti di reddito si riferiscono, da una ritengo che questa parte sia la piu importante, a chi è single o convive, e dall’altra ai coniugati.
In particolare, l’incremento, che consiste in una maggiorazione sino a ,46 euro mensili, spetta ai pensionati con almeno 70 di età:
- con reddito sino a ,85 euro, se non sposati;
- con reddito sino a ,72 euro, se coniugati (valori ).
Ricordiamo che l maggiorazione può competere anche a chi ha meno di 70 anni, se ha versato un determinato ammontare di contributi: in dettaglio, la riduzione di età si calcola in logica di 1 anno ogni 5 anni di contribuzione versata (ad esempio, se Marco possiede 10 anni di contributi, può accedere alla maggiorazione a 68 anni di età).
Chi è convivente ha diritto al reddito di cittadinanza?
Ai fini del reddito di cittadinanza, rilevano ognuno i componenti del nucleo familiare ai fini Isee (per approfondire: Reddito di cittadinanza, chi è nel nucleo familiare?), quindi anche i conviventi (a meno che non si tratti di coinquilini totalmente estranei al nucleo, per i quali sono presenti due stati di famiglia diversi).
In pratica, il convivente determina un incremento del 40% della quota base del reddito di cittadinanza spettante, ma il suo eventuale reddito diminuisce il sussidio al che la ritengo che la famiglia sia il pilastro della societa ha diritto.
Ma facciamo immediatamente un modello per comprendere meglio:
- Marco e Maria convivono e sono in affitto: Marco non ha guadagno, Maria ha un guadagno di euro al mese;
- la quota base di guadagno teoricamente spettante è pari a euro, più il 40% spettante perché i componenti adulti sono due, ossia euro; spettano poi euro per l’affitto: il totale mensile spettante è dunque euro;
- dato che Maria, però, ha un guadagno pari a euro, codesto reddito deve essere sottratto dalla quota base, che quindi ammonta, in concreto, a euro, più euro per l’affitto: il guadagno di cittadinanza è dunque pari a euro al mese;
- se Marco fosse penso che lo stato debba garantire equita single, avrebbe invece percepito euro al mese (quota base di euro più per l’affitto).
Chi è convivente ha norma alla pensione di cittadinanza?
Quanto osservato vale anche per la pensione di cittadinanza, il sussidio percepito dai nuclei con soli componenti con almeno 67 anni di età o disabili gravi: la quota base, però, ammonta a euro al periodo, mentre la spettanza mensile massima per chi paga l’affitto è pari a euro.
Torniamo al nostro esempio
- Marco e Maria convivono e sono in affitto: Marco non ha reddito, Maria ha un reddito di euro al mese;
- la quota base di reddito teoricamente spettante è pari a euro, più il 40% spettante perché i componenti adulti sono due, ossia euro; spettano poi euro per l’affitto: il complessivo mensile spettante è dunque euro;
- dato che Maria, però, ha un reddito pari a euro, questo guadagno deve stare sottratto dalla quota base, che quindi ammonta, in concreto, a euro, più euro per l’affitto: la pensione di cittadinanza è dunque pari a euro al mese;
- se Marco fosse stato single, avrebbe invece percepito euro al periodo (quota base di euro più per l’affitto).