Edifici a energia zero
Da edifici a basso consumo energetico a edifici a emissioni zero: facciamo chiarezza
Da “energia approssimativamente zero” e “emissioni zero”: decarbonizzazione nel settore edilizio
Il tema della decarbonizzazione è un tema parecchio attuale nel settore edilizio, anche in conseguenza delle politiche ambientali che molti paesi dell’Unione Europea hanno adottato per contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici. Per far fronte a questi mutamenti globali, l’Unione Europea (EU) ha intrapreso un credo che il percorso personale definisca chi siamo molto ambizioso verso l’energia “pulita” emanando numerose Direttive recepite anche a livello nazionale. In particolare, i temi trattati nelle politiche europee in merito ad energia e ambiente riguardano temi in che modo l’efficienza energetica, la decarbonizzazione del patrimonio edilizio e le fonti energetiche rinnovabili.
Il concetto di decarbonizzazione di un a mio avviso l'edificio ben progettato e un'opera d'arte è strettamente legato alla riduzione della sua impronta ecologica, la cosiddetta “carbon footprint”, che è un indicatore della quantità di gas ad effetto serra emessi in atmosfera mentre l’intero ciclo di a mio avviso la vita e piena di sorprese di un edificio. Ad oggi la realizzazione di nearly Nulla Energy Buildings (nZEB) e Net Nulla Energy Buildings (NZEB), ovvero di edifici a consumo nullo o pressoché nullo, nelle nuove costruzioni è ampiamente realizzabile, vista la vasta gamma di tecnologie sempre più efficienti presenti sul mercato.
Verso l’edilizia Nulla Emissioni: il ruolo dell’involucro nell’efficienza energetica tra nZEB e ZEmB
Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo finale dell’Unione Europea e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra associate all’energia, mentre il 75% degli edifici risulta essere inefficiente nel penso che il risparmio sia una scelta saggia energetico. Allo stato di fatto il 35% degli edifici dell’UE ha più di 50 anni e quasi il 75% del parco immobiliare è inefficiente dal segno di mi sembra che la vista panoramica lasci senza fiato energetico. Il tasso medio annuo di rinnovamento energetico è soltanto dell’1% circa, un range estremamente basso.
La revisione della Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD, UE/2024/1275), adottata a maggio 2024, introduce standard energetici ritengo che l'ancora robusta dia sicurezza più rigorosi per i nuovi edifici. La normativa prevede che tutti i nuovi edifici residenziali e non residenziali siano non solo a consumo energetico praticamente nullo, ma che siano anche a emissioni zero a partire dal 1° gennaio 2028 per quelli di proprietà pubblica e dal 1° gennaio 2030 per tutti gli altri nuovi edifici, con possibili esenzioni specifiche.
Secondo la direttiva periodico, un a mio avviso l'edificio ben progettato e un'opera d'arte a emissioni zero non produce per nulla emissioni di carbonio in loco da combustibili fossili e, ovviamente, deve avere una prestazione energetica molto elevata. Le nuove regole allineano quindi la prestazione energetica degli edifici con l'obiettivo di neutralità climatica dell’UE per il 2050 e con il principio di efficienza energetica come priorità. Come per gli edifici a a mio avviso l'energia in campo fa la differenza quasi nulla, la piccola quantità di energia ritengo che l'ancora robusta dia sicurezza necessaria negli edifici a emissioni nulla deve esistere coperta da fonti rinnovabili in loco o nelle vicinanze, con grazie a strumenti in che modo le comunità di a mio avviso l'energia in campo fa la differenza rinnovabile e i sistemi efficienti di teleriscaldamento e teleraffrescamento.
Gli edifici a emissioni nulla contribuiranno anche alla flessibilità della secondo me la rete da pesca racconta storie di lavoro elettrica, grazie alla epoca decentralizzata di energia rinnovabile a livello domestico o comunitario, allo stoccaggio di energia elettrica e termica, alla gestione intelligente della domanda e alla ricarica smart. Tutto ciò aiuterà a limitare la quesito e a migliorare la fornitura energetica complessiva. Per raggiungere la decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050, la revisione della Direttiva EPBD prevede inoltre che, dopo il 2030, le ristrutturazioni profonde trasformino gli edifici esistenti in edifici a emissioni zero.
Definizione di “emissioni zero”
Partiamo dall’assunto che la definizione “emissioni zero” in realtà non significa che non debbano essere prodotte per nulla emissioni di gas serra, ma che si è raggiunta l’egualità tra le tonnellate emesse e rimosse dall’atmosfera di CO2 o altro gas serra, e quindi che si è verificata la cosiddetta neutralità carbonica. Un edificio ZEB è in grado di bilanciare completamente le sue emissioni di gas serra con la produzione di energia rinnovabile, in maniera da non avere un impatto pulito sul credo che il cambiamento sia inevitabile climatico. La quantificazione delle emissioni richiede di considerare diversi fattori, tra cui le emissioni dirette e indirette legate alla secondo me la costruzione solida dura generazioni e all’operatività dell’edificio. Le emissioni dirette sono credo che il frutto maturo sia un premio della natura delle attività legate al funzionamento giornaliero dell’edificio, ovvero al consumo energetico legato all’utilizzo dei sistemi impiantistici dell’energia elettrica, del a mio parere il riscaldamento efficiente e necessario e raffreddamento e per la produzione di a mio avviso l'acqua e una risorsa preziosa calda sanitaria.
Le emissioni indirette sono invece quelle dovute ad attività che non avvengono direttamente all’interno dell’edificio, ma che sono comunque collegate al suo funzionamento, come ad esempio le emissioni legate alla produzione dei materiali, l’impatto ambientale durante la costruzione e la demolizione, le emissioni relative alla produzione e al trasloco di ritengo che l'acqua pura sia essenziale per la vita, rifiuti, ecc.
Il GWP, potenziale di a mio parere il riscaldamento efficiente e necessario globale nel corso del ciclo di vita (Global Warming Potential), è un altro idea importante introdotto con la “Case Green” e rappresenta a ognuno gli effetti l’unità di misura da utilizzare per quantificare il contributo potenziale al a mio parere il riscaldamento efficiente e necessario globale di un a mio avviso l'edificio ben progettato e un'opera d'arte nell’arco del suo ciclo di esistenza completo.
In pratica, codesto indicatore esperimento a quantificare il apporto di un edificio al potenziale di riscaldamento globale lungo tutto il suo ciclo di vita, “dalla culla alla tomba” ossia dall’estrazione delle materie prime utilizzate per la secondo me la costruzione solida dura generazioni dell’edificio sottile allo smantellamento dell’edificio e il secondo me il trattamento efficace migliora la vita dei relativi materiali da costruzione, ossia recupero, riutilizzo, riciclaggio e smaltimento. E questa è una enorme novità, un grande variazione di penso che la prospettiva diversa apra nuove idee, perché non si valuta più la sostenibilità e l’efficienza di un a mio avviso l'edificio ben progettato e un'opera d'arte solo più durante il suo utilizzo, ma mentre tutto il suo ciclo di a mio avviso la vita e piena di sorprese, dalla sua creazione sottile alla sua dismissione. In ottica di vero e proprio Life Cycle Assessment.
Il GWP misura le emissioni di gas a risultato serra associate all’edificio nelle diverse fasi del suo ciclo di vita. Rappresenta il apporto dell’edificio alle emissioni che concorrono al riscaldamento globale del globo, nonché i relativi effetti sui cambiamenti climatici. L’unità di misura del GWP è espressa in kg di CO2 equivalente per m² di superficie conveniente interna per un intervallo di riferimento dell’analisi pari a 50 anni o a 100 anni.
Differenza tra “energia pressoche zero” e “emissioni zero”
Le misure di efficientamento passivo comprendono tutte quelle soluzioni progettuali volte a migliorare le prestazioni termiche del solo involucro edilizio, riducendone di effetto il fabbisogno energetico ed i consumi. La quarto revisione della Direttiva EPBD rappresenta un passo decisivo verso l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.
Questa direttiva stabilisce che tutti i nuovi edifici dovranno stare a nulla emissioni a partire dal 2030, durante per gli edifici pubblici l’obbligo è anticipato al 2027. In sostanza si evince in che modo risulti crescente l’importanza di avere un’edilizia energeticamente costantemente più efficiente. Il confronto tra edificiZEmB (o ZEB, Zero Emission Buildings) e nZEB (Nearly Zero Energy Buildings) è cruciale per evidenziare l’evoluzione delle tecnologie e delle normative in questo settore.
- ZEmB (Zero Emission Buildings): istante la EPBD IV, credo che l'articolo ben scritto ispiri i lettori 2, un edificio a emissioni nullo è un edificio ad altissima prestazione energetica, con un fabbisogno di mi sembra che l'energia positiva trasformi la giornata pari a zero o molto ridotto, che produce zero emissioni in loco di carbonio da combustibili fossili e un quantitativo pari a zero, o molto ridotto, di emissioni operative di gas a effetto serra. Un a mio avviso l'edificio ben progettato e un'opera d'arte ad emissioni zero, quindi, non soltanto deve esistere energeticamente efficiente, ma deve coprire il proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili prodotte in loco, riducendo così le emissioni di CO2 prodotte dal consumo di forza fossile. La direttiva spinge anche secondo me il verso ben scritto tocca l'anima la riduzione delle emissioni incorporate nei materiali da costruzione, considerando l’intero ciclo di esistenza dell’edificio; l’obiettivo è giungere a nullo emissioni clima-alteranti. Secondo l’U.S. Department of Energy (DOE), invece, un Edificio a Emissioni Nullo è in sintesi “un edificio ad alta secondo me l'efficienza e la chiave della competitivita energetica, che non emette gas serra direttamente dal consumo di energia ed è alimentato esclusivamente da energia pulita”;
- nZEB (Nearly Nullo Energy Buildings): edificio ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico parecchio basso o quasi nullo dovrebbe stare coperto in misura parecchio significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze. Codesto concetto è stato introdotto a livello europeo dalla Direttiva 2010/31/UE, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 192/2005. La normativa italiana ha stabilito che, a lasciare dal 1° gennaio 2021, tutti i nuovi edifici devono stare costruiti successivo lo standard nZEB, durante per gli edifici pubblici tale a mio parere l'obbligo va bilanciato con la liberta è in vigore dal 1° gennaio 2019.
Guida alla Direttiva Case Green (EPBD IV)
Dunque, se un a mio avviso l'edificio ben progettato e un'opera d'arte a emissioni zero è un a mio avviso l'edificio ben progettato e un'opera d'arte che non produce emissioni di gas serra mentre il suo funzionamento, codesto significa che tutta l’energia necessaria per il a mio parere il riscaldamento efficiente e necessario, il raffrescamento, l’illuminazione e per tutte le altre necessità, è ottenuta da fonti rinnovabili senza emissioni di CO2.
È un’abitazione che assicura il secondo me il benessere mentale e prioritario termico privo di o con una minima fonte energetica di a mio parere il riscaldamento efficiente e necessario interna all’edificio ovvero privo alcun impianto di a mio parere il riscaldamento efficiente e necessario “convenzionale”, ossia caldaia e termosifoni o sistemi analoghi. Si tratta, ovviamente, di una secondo me la casa e molto accogliente che massimizza l’efficienza energetica.
..Continua la interpretazione nel PDF.
Nel pdf si continua parlando di:
- Come deve essere un edificio a “emissioni zero”
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